Leopardi, ex sfigato

Giacomo Leopardi in un ritratto di Tullio Pericoli (http://tulliopericoli.com/).

Be’, dai… dopo che per decenni è stato spacciato per un tipo depresso cronico, sfigato, malinconico, tedioso, ipocondriaco, pessimista-a-manetta, un “ranocchio con la gobba”, sì che le sue poesie fin da subito risultassero indigeste a generazioni di studenti ancor più di quanto le rendessero tali certi insegnanti, ora tutti a esaltarlo, il Leopardi, a magnificarlo, a chiamarlo genio, a dire che era “pieno di vitalità”, mosso da “frementi passioni” – oggi soprattutto, dacché sono 200 anni dalla composizione de L’infinito. Finalmente, insomma, è una gran bella cosa che agli studenti di oggi lo si ponga nuovamente nella luce che gli compete ed essi stessi sappiano glorificarlo a dovere: già nel mio piccolo lo auspicavo anni fa e ora mi auguro che tale rigenerata celebrità non svanisca nuovamente e rapidamente, ovvero che quell’aura tetra che a Leopardi era stata appiccicata addosso – chissà da chi, poi – non torni ad adombrarne la preziosa grandezza.

Poi, certo, siamo in un paese nel quale, se si chiedesse a certuni “l’infinito” di Leopardi, temo che quelli risponderebbero leopardare. Il che, fosse pure stato il buon Giacomo il più sfigato del suo tempo, lo rende senza alcun dubbio infinitamente troppo grande e inarrivabile per tanti omuncoli contemporanei, naufragati amaramente nel loro mare di analfabeta ottusità.

 

La velocità della sfiga

Dopo lunga e attenta sperimentazione sul campo, è stata determinata con buona accuratezza la velocità della sfiga, che le verifiche attestano intorno ai 38-40 km/h.
Ulteriori sperimentazioni sono in atto per espandere il valore scoperto anche ad altri aspetti della questione: si ricerca, ad esempio, una spiegazione pur indiretta all’estrema precisione della sfiga stessa nel colpire le proprie vittime, come peraltro già sancirebbe il noto adagio popolare “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”.
(L.)