Niccolò Ammaniti, “Fango”

cop_Fango_Ammaniti“Niccolò Ammaniti, l’hai presente, no?”
“Certo, lo scrittore!”
“Esatto. E hai mai letto qualche suo libro?”
“No.”
Qualche tempo fa pubblicavo nel blog un articolo sullo strano fenomeno per il quale molti scrittori sono ben più famosi dei loro libri: cosa che se ci pensate bene è del tutto anomala, visto che sono i libri, e la loro eventuale celebrità, a (dover) donare altrettanta celebrità a chi li scrive. Per carità, sia chiaro: il discorso è puramente teorico, ma senza dubbio c’è una bella schiera di scrittori che il grande pubblico conosce e ri-conosce come tali anche senza mai aver letto nessun loro libro, e ciò in qualche modo va certamente ascritto a loro merito nonostante quanto osservato poco sopra sull’anomala realtà in questione: oggi la letteratura mainstream è anche questo, volenti o nolenti (io mi includo nella seconda categoria, per la cronaca).
Niccolò Ammaniti ha tuttavia agevolato al pubblico il ricordo su alcuni dei suoi libri, grazie ad alcuni titoli azzeccati che sono peraltro pure diventati film da grande distribuzione; ma siccome dietro ogni scrittore di successo nazionalpopolare o meno ci deve pur sempre essere la scrittura – anche nella suddetta letteratura mainstream, eh! – avevo in lista d’attesa già da qualche tempo la lettura di qualcosa di Ammaniti, anche dietro consiglio di amici lettori “attendibili”, e la mia scelta è caduta su Fango (Mondadori, 1996), raccolta di sei racconti – o sei più uno, visto che l’ultimo Carta e Ferro è una sorta di doppio racconto – piuttosto estesi, con un paio di essi quasi definibili come “romanzi brevi” per la loro lunghezza e per la strutturazione della storia narrata…

Leggete la recensione completa di Fango cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Joe R. Lansdale, “Altamente esplosivo”

cop_altamente_esplosivoPubblicare una raccolta di racconti di un autore parecchio prolifico è un’operazione editoriale che può comportare non pochi rischi, se poi quello in questione è pure un autore “cult”, non propriamente mainstream ma comunque dotato di una propria solida base di aficionados, i rischi sono anche maggiori. Di sicuro Joe R. Lansdale è uno scrittore che rappresenta bene la suddetta categoria, e questo Altamente esplosivo (Fanucci Editore 2010, traduzione di Luca Conti) una raccolta che si presta a diverse considerazioni sulla scia delle iniziali osservazioni esposte.
Altamente esplosivo è composto da 10 racconti inediti per il pubblico italiano (o quasi, dacché pare che qualcosa sia già uscito, invece) scelti personalmente dall’autore – almeno stando alla quarta di copertina – con l’aggiunta di una introduzione esclusiva a firma dell’autore stesso, peraltro piuttosto interessante. Una raccolta del genere, per sua natura, deve avere tra le sue finalità principali quella di far conoscere lo stile peculiare dell’autore a chi ancora non lo conosca, offrendo una scelta ragionata della sua produzione in modo che il lettore possa generarsi un’idea il più possibile definita di cosa e come l’autore scrive. Di contro, la scelta di pubblicare racconti inediti, in considerazione della citata grande prolificità editoriale di Lansdale e a fronte dell’attrattiva inevitabile per i fan, potrebbe non offrire il meglio della sua produzione, rappresentando semmai una buona scusa per pubblicare – e dunque sfruttare editorialmente – scritti “secondari” ovvero seconde scelte oppure “scarti” vari (che non per questo sono da ritenere per principio cose di basso livello: magari sono soltanto opere scritte in periodi di carriera nei quali l’interesse editoriale era diretto verso altre produzioni) che altrimenti non avrebbero altri “buoni” sbocchi sul mercato, sfruttando peraltro la fiducia ovviamente incondizionata della base di aficionados dell’autore, pronti ad acquistare ogni cosa abbia stampato in copertina il suo nome e cognome…

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