Le rapine alle Poste

[Immagine tratta dal web. Cliccateci sopra!]
Ho letto, ad esempio qui, che in Italia negli ultimi anni le rapine agli uffici postali si sono ridotte in modo cospicuo.

In effetti ci posso credere: mi hanno raccontato, per dire, che in un ufficio postale di provincia, qui dalle mie parti, un tizio a volto coperto è entrato e ha intimato all’addetto lì presente: «Consegnami tutti i soldi!»
Il postino s’è subito “prodigato” per consegnare quanto richiesto.
Be’, il ladro è stato arrestato. Dopo più di 3 ore dall’irruzione nell’ufficio postale stava ancora aspettando che il postino gli consegnasse i soldi. Da “buon” addetto delle Poste Italiane, era in ritardo pure in ciò, e lo sfortunato ladro è stato inesorabilmente còlto in flagranza di reato. Ecco.

A onor di cronaca, bisogna aggiungere che l’avvocato del malvivente ha chiesto che gli atti del procedimento giudiziario derivante dai fatti accaduti siano inviati al suo cliente sempre in forma cartacea tramite spedizione postale. «Contiamo nella prescrizione del reato», ha detto ai cronisti. Già.

[Clic]

Indovinello postale

Da tempo aspettavo un libro che mi era stato spedito dall’editore che lo ha pubblicato, per la relativa lettura.
Ieri, 18 novembre, il pacchetto è arrivato, con la consueta formula di spedizione postale del “piego di libri”.
La data di partenza, come da etichetta apposta sul pacco, è stata il 23 ottobre scorso.
L’editore in questione ha sede a Milano; come destinazione ho indicato la sede del mio ufficio. Sono 54,6 km – calcolati da Google Maps – che il pacchetto ha dunque percorso in 26 giorni.

In pratica, il pacchetto ha viaggiato all’incredibile velocità di 0,0875 km/h.

Zero-virgola-zero-otto-sette-cinque chilometri all’ora. 87 metri e mezzo in sessanta minuti, insomma. Un terzo della velocità di un bradipo, per la cronaca.

E ora, l’indovinello: quale servizio postale ha utilizzato il suddetto editore per spedire il pacco, ottenendone una tale “efficienza”?

  1. Poste Italiane
  2. Deutsche Post
  3. Vanuatu Post

(È facile, ve lo assicuro!)

Ecco.

Chi indovina, vince una fornitura illimitata di commiserazione. Di altri premi correlati, invece, non si può dire, qui.

(Immagine tratta da qui e rielaborata all’uopo.)

Le Poste ItaGliane

Nell’ultimo paio di giorni l’esimio servizio postale nazionale mi ha fatto trovare, nella personale cassetta della posta, alcune cose che so spedite almeno un mese fa, comunque prima delle festività natalizie.
Al solito, non so se incazzarmi per quanto tempo le Poste ItaGliane abbiano impiegato a recapitarmele, o se felicitarmi del fatto che le Poste ItaGliane me le abbiano recapitate, e non le abbiano perse o consegnate ad altri.

Al cospetto di tale “eccellenza nazionale”*, parafrasando (chiedo venia per la profanazione!) il buon Ungaretti, mi vien da dire che la nostra corrispondenza sempre

sta come d’estate | sotto al Sole i gelati.

Ecco.

*: che gli dei, esistenti o meno, la maledicano in eterno!

Corrispondenza e corrispondenze…

Dunque: la prima immagine è del 1899; la seconda è odierna. Le altre differenze scovatele voi.

P.S.: post “calorosamente” dedicato al servizio postale nazionale e alla sua prodigiosa capacità – ormai storicizzata, peraltro – di “perdere” (diciamo così, sarcasticamente) parecchia della corrispondenza a me spedita. Ma mi consolo, suvvia: spero infatti che qualche postino negli anni si sia fatto ottime letture, con i libri e i periodici a me mai pervenuti ovvero con quelli da me spediti e mai giunti a destinazione.

P.S.#2: anticipo una eventuale osservazione: no, il servizio postale italiano, a differenza di analoghi servizi postali di altri paesi europei, al momento non sta sperimentando alcun recapito della posta tramite droni, cioè con qualcosa di paragonabile a quanto immaginato nel 1899. Per carità, prima che “perdano” pure quelli!