Sul film e sulle vignette anti-Islam: quando ciò che in teoria eleva, in pratica degrada.

Gli abitanti della Terra sono di due tipi: quelli con cervello, ma senza religione, e quelli con religione, ma senza cervello. (Al-Ma’arri)

Ora che il grosso della tempesta pare passato, vorrei osservare come, a mio parere, nelle vicende relative alle pubblicazioni – film, giornali, vignette o che altro – su Maometto ritenute blasfeme, e alle conseguenti proteste di una certa parte del mondo islamico, non c’è in gioco e/o in discussione alcun diritto di espressione, alcuna libertà e alcun valore di fede. Il principio fondamentale a cui personalmente viene da riferirmi è molto semplice: la libertà è e deve essere assoluta finché non lede in modo evidente e indiscutibile quella altrui. Dunque, la libertà è per sua natura rispetto reciproco, altrimenti diventa prevaricazione, cioè il seme della tirannide.
In verità, trovo che le suddette vicende rivelino invece per l’ennesima volta la tremenda distorsione rappresentata dalla religione, e dall’uso che ne viene fatto da che essa è diventata strumento di potere, ovvero un qualcosa di totalmente antitetico al concetto più autentico di “fede”. Se questa è realmente viva in un individuo, costui non farà altro che compatire chi la dileggia, dacché saprà bene che nessuna cosa terrena, peraltro così discutibile, potrà nemmeno lontanamente scalfire quella sua fede e, ancor più, la/le entità divine (o quanto di assimilabile a ciò) a cui farà riferimento con la propria devozione. Ritenere anzi che ciò che è sacro/divino possa essere offeso da qualcosa di umano/terreno, mi pare a tutti gli effetti una sorta di autodegradamento di quel proprio credo!
Invece sulla fede – che è bisogno individuale di spiritualità, di relazione più o meno diretta con il divino e stop, nulla di più (ed è già tanto, sia chiaro!) – s’è appoggiato e costruito nei secoli il potere delle religioni, il dominio delle strutture gerarchiche derivate, e il conseguente confronto/scontro tra religioni diverse, sovente sfociate in terrificanti guerre – già questa evidenza storica un controsenso totale, tanto significativo quanto spaventoso.
La religione diventa così strumento di controllo, di assoggettamento e di coercizione, nonché per ciò arma di attacco sempre ben affilata e assai efficace, il cui uso comporta regolarmente la risposta da parte dell’avversario – anche qui, pure, alla faccia di quanto esse di frequente affermano: non a caso il vecchio adagio popolare predicar bene e razzolar male proprio ai rappresentanti di questo potere si riferisce! Non solo, per quanto sopra diviene pure ottimo mezzo di bieco marketing: e che sia politico, religioso o commerciale, non cambia la sua retriva e deleteria natura.
Insomma, in tutto ciò la fede – cioè la cosa fondamentale (in teoria) per qualsiasi credente, lo ribadisco – non c’è, non centra nulla, ne è totalmente avulsa e antitetica, appunto. Non c’é in chi diffonde film o vignette potenzialmente offensive, non c’é in chi pratica la violenza per protestare – senza nemmeno, io credo, aver visto quel film o quelle vignette. No, c’è solo una reciproca volontà di sopraffazione, ovvero una mera rivendicazione di potere e di dominio politico. Appunto, qualcosa che, analogamente a quanto sopra, non centra nulla con qualsivoglia libertà, di pensiero, d’espressione, di fede o che altro.
Finché questa stortura politica, filosofica, culturale e sociologica resisterà in questo nostro mondo già tanto derelitto di suo, tali vicende non conosceranno di sicuro alcuna fine.

A tante sciagure ha potuto indurre la religione. (Tito Lucrezio Caro)

Le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell’oscurità. (Arthur Schopenhauer)

(N.B.: tutte le citazioni sono tratte da Wikiquote)

“Collezione Primavera-Estate 2011: un viaggio nella Storia”. Le foto “rivoluzionarie” di Jordi Schifano da Santini Arte, Treviolo.

Un viaggio, nel vero senso del termine: un’esperienza di crescita culturale e personale, con la mente aperta a realtà tanto diverse della propria da sembrare in apparenza esistere in due mondi diversi; un viaggiatore amante della libertà e della democrazia, che attraverso il suo blog ha permesso a tutti di ammirare i suoi scatti e di leggere i suoi appunti di viaggio.
Da questo nasce l’esposizione fotografica “Collezione Primavera Estate 2011: un viaggio nella Storia”. Un progetto che Jordi Schifano sta presentando sia in Italia che all’estero, un viaggio attraverso il Nord Africa che ripercorre le tappe di un itinerario che ci farà scoprire le idee personali nate in lui osservando luoghi e realtà legate alla Primavera araba. Quindici scatti stampati su lamiera di metallo, a testimonianza del forte legame che Jordi ha nei confronti della sua terra: la provincia lecchese, nella quale questo materiale ha dato vita ad un’importante industria, affermata a livello mondiale.

Bravissimo Jordi, a suo tempo ospite di Radio Thule (puntata #2, 24 Ottobre 2011, il cui podcast trovate nella pagina relativa) per presentare il suo libro Un Ramadan di Libertà, dal quale è nato poi il progetto fotografico in questione. Tutto molto illuminante: da conoscere, per capire.

Dal 17 al 29 Febbraio 2012 da Santini Arte, via Roma n.73, Treviolo, Bergamo. Per ogni informazione sull’evento: www.santiniarte.it, oppure clicca sull’immagine per visitare il blog di Jordi Schifano e conoscere i suoi progetti di viaggio.

Il podcast della puntata #2 di RADIO THULE 2011/2012

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #2 di RADIO THULE 2011/2011 di lunedì 24 Ottobre 2011.
Cliccate sulla radio qui accanto per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.
Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 7 Novembre 2011!
Buon ascolto!

“In viaggio nella libertà”: RADIO THULE #2-11/12, lunedì 24/10, ore 21 live su RCI Radio!

Lunedì 24/10, ore 21.00, live su RCI Radio e in streaming:
RADIO THULE, anno VIII, puntata #2:
In viaggio nella libertà
Ovvero: RADIO THULE ospita Jordi Schifano e il suo libro Un Ramadan di libertà, il resoconto del suo avventuroso viaggio/soggiorno nella Libia liberata pochi giorni dopo la rivoluzione popolare.

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI. E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: stay tuned!