Il “bordello” natalizio

Nell’eccitazione mitica del Santo Natale, molte cose accadono non previste, non ragionevoli, anzi impossibili; cerimonie di rara aurata solennità, aromi arcaici, si mescolano a fantasmi di abeti, dovunque si accendono luci da bordello, miserabili fiocchi simulano un riso che, non potendo essere innocente, corteggia i riti e le smorfie di una mediocre follia. Fa parte di questa iconografia sconcia la presenza della neve; il cui candore mima in verità la carta da pacchi di un mondo regalato.

(Giorgio Manganelli, Il presepio, Adelphi Edizioni, 1992. Immagine tratta da qui, da me rielaborata.)

Il Natale intimidatorio

Mentre scrivo, mancano ancora alcuni giorni al Santo Natale; quindi mi trovo nel momento in cui più faticosa e coatta è la macchina intimidatoria con cui si cerca di tenere a bada l’orrore dell’evento. Giacché appartiene certamente alla regione dell’orrore.

(Giorgio Manganelli, Il presepio, Adelphi Edizioni, 1992.)

Non sono nessuno per poterlo dire ma ci tengo comunque a dire che, per me, Manganelli è uno dei più grandi tesori in assoluto della letteratura italiana. Un altro di quelli che, se così posso dire, “oggi non ne nascono più“. Da leggere sempre e comunque.

(Immagine di Manganelli tratta da qui, da me rielaborata.)