Per un’educazione scolastica che crei uomini veramente liberi (Élisée Reclus dixit #2)

Il nostro insegnamento sarà integrale, razionale, misto e libertario: integrale perché tenderà allo sviluppo dell’essere armonico (…); razionale perché sarà basato sulla ragione e conforme ai principi della scienza attuale e non sulla fede, sullo sviluppo della dignità e dell’indipendenza personale e non  su quello della pietà e dell’ubbidienza, sull’abolizione delle finzioni religiose, causa eterna ed assoluta di asservimento; misto perché favorirà la coeducazione dei sessi (…); libertario perché gioverà al’immolazione progressiva dell’autorità a favore della libertà, lo scopo finale dell’educazione essendo il formare degli uomini liberi.

(Élisée Reclus (con altri), Manifesto europeo anarchico per la fondazione di scuole libertarie, 1896. Citato in Federico Ferretti, Il mondo senza la mappa. Élisée Reclus e i geografi anarchici, Edizioni Zero in condotta, 2007)

Ho già espresso QUI il mio parere su Élisée Reclus, e questa ulteriore citazione serve anche a dare maggior forza a quanto ho scritto. Per leggere invece la personale recensione del saggio di Federico Ferretti dedicato al grande geografo francese, cliccate sull’immagine qui sotto – una perfetta rappresentazione grafica del pensiero politico di Reclus e la miglior distinzione da qualsiasi altro superficiale luogo comune sul tema (è in lingua spagnola, ma credo risulterà perfettamente comprensibile a tutti).
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Ogni uomo che sa elaborare nuove idee è un nemico del potere (Élisée Reclus dixit #1)

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Il potere del cambiamento non appartiene che agli uomini animati da una nuova idea. Tutti i santi e i diavoli del Medioevo sono scappati davanti a Copernico. Tutte le chiese cattoliche e protestanti hanno tremato quando i Lamarck e i Darwin, nuovi Sansoni, hanno scosso le colonne del tempio.

(Élisée Reclus, L’Homme et la Terre. Vol.V, Paris, Libaririe Universelle, 1905, pag.418. Citato in Federico Ferretti, Il mondo senza la mappa. Élisée Reclus e i geografi anarchici, Edizioni Zero in condotta, 2007)

Élisée Reclus fu un intellettuale fenomenale: sia dal punto di vista scientifico – in veste di celebre geografo – con la sua elaborazione di una nuova geografia sociale veramente rivoluzionaria, sia dal punto di vista teorico politico, quale ideologo dell’anarchismo più alto e virtuoso, ben lontano da qualsiasi impulso insurrezionalista violento (nonché da qualsivoglia luogo comune che si tende a sostenere superficialmente sul tema) e semmai profondamente filosofico e sociologico, con idee altrettanto rivoluzionarie che mettevano in discussione – anzi, con le spalle al muro! – i poteri precostituiti e la loro influenza sulla gente comune, ovvero la loro dominazione e gli interessi oligarchici ad essa collegati.
Sarebbe finalmente il caso di illuminare nuovamente un tale personaggio, analizzando in modo indipendente e senza alcun preconcetto le sue idee, spesso assai innovative, avanzate a dir poco e preziosissime tutt’oggi – anzi, forse più di quando vennero espresse, più di un secolo fa. Nel caso, QUI trovate la personale recensione al saggio di Federico Ferretti sopra citato.