
Gli ambientalisti locali e altoatesini scrivono nei loro documenti che per la montagna il vero “oro del futuro”, anche di breve periodo, non sarà più la neve ma l’ambiente. Di certo non se ne accorgono Regione Veneto e la Provincia autonoma di Bolzano che continuano a sprecare denaro pubblico in questo obsoleto scenario sciistico che, pur privo di ogni riferimento scientifico e tecnico, viene ancora definito sviluppo. Si tratta di amministrazioni che non recepiscono i principi della Convenzione delle Alpi e dei protocolli che la compongono, che ripetutamente violano. Non si raccoglie alcuna delle indicazioni previste nella Agenda Onu 2030 e non si rispettano le normative europee e nazionali in tema di protezione della natura (direttive Habitat). E Dolomiti Unesco è divenuta solo un marchio, privo di autorevolezza scientifica: la sua attività è utile solo per attirare ulteriori turisti, per rendere sempre più affollata una zona già oggi privata di equilibrio e come aggravante, nemmeno gestita con razionalità.
[Luigi Casanova, Ombre sulla neve. Il libro bianco delle Olimpiadi invernali, Altræeconomia, 2022, pag.143. A breve ne scriverò qui sul blog, di questo libro.]