Asfaltare

Asfaltare.

Sembra proprio questo il termine più in voga in questo periodo. Non è stato inventato adesso, sia chiaro, l’uso corrente con l’accezione di “prevalere in modo assoluto sul proprio avversario” – la quale, non si può negare, ha una evidente e inquietante carica aggressiva: ne parla approfonditamente l’Accademia della Crusca in questo articolo dello scorso marzo nel quale appunto, si cita la prima o una delle prime apparizioni del termine con quella accezione, nel 1995 su “La Repubblica” – ma ho la viva impressione che tale uso si stia diffondendo sempre più. La parte politica che vince le elezioni asfalta quella avversa (come al solito, da queste parti, se c’è qualsiasi cosa che possa essere usata in modi e accezioni ben poco nobili, la politica la userà per prima!), l’interlocutore che nel pubblico dibattito mette in difficoltà l’altro interlocutore lo asfalta, la squadra di calcio che vince nettamente sull’altra la asfalta, ma pure nel colloquio quotidiano, il tizio che si fa mettere in piedi in testa dal suo capo o che soccombe in una discussione con chicchessia viene asfaltato.

Ecco.

Colgo tutto questo proliferare di asfalto e di asfaltate, un po’ ovunque, e mi chiedo: ma allora perché le strade italiane sono talmente malmesse, piene di crepe, buche, voragini? Non è che l’asfalto necessario a renderle di nuovo accettabili e degne d’un paese civile e avanzato è stato inopinatamente dirottato altrove, ad “asfaltare” tutt’altro?
O forse – visto che la politica la utilizza così tanto, questa terminologia – è solo un sistema per far credere che di asfaltature in Italia se ne facciano tante e ovunque, tacciando così di falsità qualsiasi automobilista che se ne lamenti?

Domande legittime, no?

4 pensieri riguardo “Asfaltare”

      1. Ciao, grazie per l’approfondimento. Nessun riferimento però a quell’epidemia di innumerevoli video politici col titolo x asfalta o distrugge, talvolta umilia in diretta questo o quel politico? Tutto ovviamente secondo il titolista del video che usa la fallacia dell’affermazio “carica” o viziata nella premessa.

        I video sono quasi tutti a senso unico non solo nel senso che c’è una univoca parte sconfitta, ma che in quasi tutti questi video la parte politica asfaltata è una sola, può cambiare il canale, si fa per dire, ma non la parte sconfitta. Il motivo è autoselezione, la parte sconfitta è raro che usi tale linguaggio o che confonda la goliardia e l’accanimento con ironia. Perlomeno la modalità sono molto diverse e ad approfondire mi dilungherei molto.

        Il risultato è però che l’algoritmo premia questi video per la loro aggressività e controversia, quindi una parte degli utenti penserà che solo una parte ha i fatto dalla sua e ha sconfitto l’altra per abilità dialettica. Perchè altri non hanno la faccia di suola di celebrare così ogni momento di “gliele ha cantate”. Una parte ha scoperto che spammare il web è come la co2, inizialmente il web sembra infinito o quasi, poi è uno spazio finito relativamente piccolo che si satura e lo spam fa massa critica. Paradossale che ha capito questo proprio chi più spesso nega gli effetti della Co2.

      2. Grazie Anto per questo suo approfondimento, molto interessante!
        Ovviamente quel mio post voleva essere sostanzialmente ironico, ma le sue riflessioni sono giuste e condivisibili, come il suggestivo ma efficace paragone con la co2.
        Grazie ancora!

Scrivi una risposta a luisa zambrotta Cancella risposta

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