Un tram chiamato desiderio (vano)

Dunque, dovremmo aspettarci che qualcuno ora prenda a pistolettate un gruppo di poveri tranvieri milanesi durante la pausa pranzo?
No, ovviamente. Quindi, potremmo pensare che nella mente bacata di certi individui ci sono donne vittime di femminicidi più degne di essere “vendicate” di altre?
Forse sì, ahinoi. O forse ci sarebbe da meditare su come alcuni imbecilli prendano a pretesto certi fatti per giustificare i propri atti criminali inumani ovvero i motivi che vi stanno alla base?
Certamente. Come certamente dovremmo pure riflettere su come nessuno, o quasi, stia mettendo al centro delle discussioni in corso il destino di quelle due povere ragazze e, in genere, delle donne nella nostra società che si dice “civile” e che continua ad ammazzarle come nulla fosse, preferendo a ciò le solite strumentalizzazioni, le consuete polemiche, le ignobili sciacallaggini, le inesorabili scempiaggini puntualmente elevate a opinioni pretestuosamente rispettabili e rese specchietto per le (troppe) allodole elettorali, giusto?
Giusto. Da cui si deriva anche giustizia. Desiderare che ve ne sia, in questo paese – sia penale che civica, culturale, morale, pure divina se si vuole – è troppo?
Spero di no, ma – in Italia, nell’anno 2018 – probabilmente sì.

(Cliccate sulla foto per capirci qualcosa di più.)

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