La notizia che il neo-eletto presidente degli USA Donald Trump resterà produttore esecutivo del celebre (in America) reality show The Apprentice – nella forma Celebrity: cliccate sull’articolo qui sopra riportato per leggerlo e saperne di più – ha solo all’apparenza una semplice connotazione politica che peraltro facilmente molti riterranno secondaria – legata al poliedrico conflitto d’interessi di The Donald con la conseguita carica istituzionale. In verità, la notizia risulterà oltre modo emblematica per qualsiasi studioso, cultore o appassionato di scienze sociali, per come riveli in maniera palese quel processo di correlazione, fusione – quando non confusione – tra realtà/verità e finzione/invenzione, già in atto da tempo un po’ ovunque nel mondo (e ovviamente in quello maggiormente mediatizzato, in particolare) ma che al solito l’America, nel suo essere incubatrice e sviluppatrice primaria delle “realtà” (nel senso più ampio del termine e senza delimitazione tra accezione positiva e negativa) del mondo contemporaneo, disvela in maniera lapalissiana nonché sempre più conforme – ribadisco quanto già espresso più volte, in precedenza (qui, ad esempio) – a certe opere letterarie distopiche del secolo scorso.
Insomma: al di là di qualsivoglia considerazione attuale e/o futura sull’operato politico del nuovo Presidente, senza alcun dubbio ne vedremo delle belle. E capire quanto, oltre ad essere “belle”, saranno vere oppure finte sarà un esercizio assolutamente frequente, nei mesi a venire.