Beh, considerando che – a quanto si rileva dalle statistiche sul tema – gli italiani preferiscono nutrire la panza piuttosto che la mente…
E chissà che in tal modo vengano salvati da polverosi oblii su scaffali altrimenti ricolmi di demenziali soprammobili tanti libri di gran pregio il cui valore letterario i loro ex lettori – o più probabilmente non lettori – comprendono assai meno che (forse) la la fragranza di una patatina fritta, così da rimettere a disposizione quel valore a chi invece lo possa capire e ne possa godere, per di più con un indice di colesterolo nel sangue assolutamente nella norma!
P.S.: comunque, al di là di tutto, sì, è proprio vero, il futuro dei libri e della lettura in Italia è veramente roseo. Già, come la pelle d’un maiale in attesa nel recinto d’un macello.
P.S. #2: e, ovviamente, stendiamo il classico velo pietoso sul brand autore (seppur indirettamente) di tale iniziativa.
Poi dicono che coi libri non si mangia.
Caspita! E si ingrassa pure, a quanto pare!
😀 🙂
Da buona libraia posso dire che è triste far entrare gente in libreria con libri usati (forse) in questo modo? Più che un baratto… siamo davvero alle cozze! No, sorry, alle patatine.
Oggi vedrò di vendere Mcmenu.
Ciao.
Milady libraia, altro che triste! E poi, a che pro? – se non per favorire la lobby dei dietologi, mi viene da congetturare… o.O 🙂 😉
Preferirei il contrario. Portaci le patatine che non hai mangiato e ti regaliamo un libro (anche usato va bene)
quello che mi piacerebbe sapere é … quanti libri sono stati barattati per un pacchetto di patatine? Spero veramente pochi o quasi nulla. Non é certo una iniziativa di cui andar fieri.