Mi resi conto che non esiste una reale e oggettiva separazione tra suono e silenzio, ma soltanto tra l’intenzione di ascoltare e quella di non farlo.
Mi viene da pensare che questa geniale affermazione di quel gran genio (appunto) che fu John Cage potrebbe pure essere adattata all’ambito letterario (ovvero a qualsiasi altra manifestazione espressiva, artistica e non), e in diversi modi.
Ad esempio: non c’è una reale e oggettiva separazione tra leggere e o non leggere, ma soltanto tra l’intenzione di assimilare e comprendere ciò che si legge e quella di non farlo.
Ma ce ne possono essere tante altre, ribadisco.
sembra davvero vero per ogni cosa, si addice benissimo anche alle arti visive
Beh, sai bene che Cage è uno di quei personaggi che ha saputo influenzare non solo il proprio ambito espressivo peculiare, ma un po’ tutto il mondo della sperimentazione artistica… Infatti prendi quella frase, sostituisci “ascoltare” con “osservare”, e come dici tu diventa perfetta per le arti visive contemporanee… 🙂