“Le” Parole – 4, BELLEZZA

Parole fondamentali, dal significato certo e prezioso ma, forse, dalla reale cognizione e comprensione vaga, vacua, fallace se non perduta. Definizioni tratte dal vocabolario Treccani che riproduco qui, per generare una riflessione sul loro senso, sulla nostra conoscenza e consapevolezza di esse, sulla loro presenza nel mondo in cui viviamo e nella nostra esistenza quotidiana.
La parola di oggi è:

bellezza(Cliccate sull’immagine per leggere il testo completo.)

Prendo a prestito due espressioni comuni, l’una classica e celeberrima, l’altra più recente ed “editoriale”, e al proposito penso: forse sì, la bellezza potrà salvare il mondo, ma il mondo saprà salvare la bellezza?

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14 pensieri su ““Le” Parole – 4, BELLEZZA”

  1. No, il mondo non può salvare la bellezza, perché il mondo è già nel circuito di salvezza che essa danza… Può solo accettare la bellezza, accoglierla ed in quell’accoglimento salvarsi. Ma salvarla no. Non gli è dato…

    1. Buongiorno, Kalosf…
      Uhm… ti confesso che non so se prendere questa tua riflessione come positiva, oppure come negativa… Il dubbio è tra il “danzare” con lei, e nel contempo saperla accogliere, senza lasciarsi prendere dal solo aspetto ludico ed emozionale della danza…
      Riflessione molto interessante, la tua.

  2. A mio avviso, essendo la bellezza soggettiva e interpretabile a seconda dell’essere e della sua cultura non può soddisfare le troppe sfaccettature del mondo e dunque non riesce a salvarlo. Bisognerebbe prima concordare cos’è bello e cosa no e al momento attuale i canoni di bellezza (parlo in generale, dalla persona all’arte ecc) sono poco fermi, evanescenti, proiettati nello specchio delle apparenze. Se il mondo può salvare la bellezza? Anche qui ho i miei dubbi, considerato che ci stiamo comportando più da scimmie che da uomini evoluti, deturpando e trascurando il nostro immenso patrimonio artistico, culturale, tradizionale, storico. Insomma noi stiamo buttando la nostra memoria (ritornando a qualche post fa) come se ci vergognassimo di aver agito in passato come menti pensanti ed elevate. Se penso alle culture passate (egizi, greci, romani) che hanno cercato di cacciare la barbarie culturale con metodi di operare molto avanzati in tutti i campi pur non avendo i nostri mezzi mi viene una rabbia… noi l’unica cosa che stiamo evolvendo è il pollice per scattare selfie e il sorriso falso.

    1. Hai ragione, la tua visione della questione è drammatica ma, temo e credo, pure pragmatica. Il vecchio adagio “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” vale sempre, ovviamente, e riporta il tutto ad una (solita) questione culturale. E’ bello ciò che piace, ok, ma siamo in grado di valutare ciò che ci piace in modo approfondito, possediamo (o ci vengono dati) gli strumenti culturali per farlo, oppure restiamo totalmente superficiali, reagendo all’impulso estetico solo “di pelle”? Peraltro, forse ridurre la bellezza entro canoni prestabiliti e determinati, significa sostanzialmente soffocarla. Dato che, come dici tu, l’umanità sempre più spesso dimostra di non meritare troppo tale sua denominazione, ribadisco, sono d’accordo con il tuo pessimismo, purtroppo.

  3. Come diceva Leopardi, la bellezza non è altro che una questione assuefazione. La bella donna per noi è quella col seno prominente, il sedere sodo, la gamba lunga e longilinea, forme armoniose e delicate del viso. Non è detto che sia così per altri popoli dove magari sono cresciuti con un altro tipo di donna come modello e di conseguenza, la nostra modella (che lì è meno usuale) non è considerata come il massimo della bellezza. Ho detto questo perchè per me Leopardi ci aveva visto lungo anche questa volta e, sposando anch’io questa tesi, dico che non può la bellezza salvare il mondo, proprio perchè man mano che avanziamo ci “abituiamo” sempre più a cose “strane” o addirittura brutte, finendo per non riconoscere più il bello dal brutto. Credo sia più probabile che scompaia il concetto di bellezza che non il marcio nel mondo.
    Bravo Luca, i tuoi blog sono sempre interessanti.

    1. Grazie dell’apprezzamento, signor Nessuno!
      Sì, è vero anche ciò che osservi tu circa il mutamento nel tempo dei canoni di bellezza, e dunque la possibilità che oggi ciò che riteniamo più o meno comunemente brutto tra 500 anni sia considerato bello da togliere il fiato… Però, forse proprio per questo, io credo che il “concetto” di bellezza non scomparirà. Muterà, senza dubbio, ma resisterà, vuoi anche solo per essere necessario a definire di contro la “bruttezza”. E se invece un giorno scomparirà, beh, spero scompaia con lui pure il genere umano!

      1. Non ci sono certezze per quanto riguarda la bellezza ma, sulla scomparsa del genere umano…beh, se non sicuro, almeno è molto probabile. A quel punto nulla avrà più importanza.
        Continua così, leggo molto volentieri i tuoi blog. Non sono prolissi e sono molto interessanti.

      2. Grazie, signor Nessuno! – anzi, preferirei più chiamarti mister Chinaski, se posso! D’altro canto, sai bene che il vecchio Hank ha elevato l’autodistruzione a pura arte vitale, al punto che, al contrario del genere umano (ovvero della sua gran parte) la sua scomparsa è tutt’oggi una grave perdita per l’intelletto comune…
        Grazie ancora per i tuoi commenti e gli apprezzamenti! 🙂

  4. La bellezza è come l’aggettivo bello dice tutto e non dice niente. E’ abusato, è inflazionato e per questo dietro c’è il nulla. Ma scavando qualcosa c’è. La bellezza come il bello, è un senso astratto, soggettivo e impalpabile. Solo ciò che piace può fregiarsi del lemma BELLEZZA

    1. Sì, vero. Come scrivevo poco fa, il vecchio adagio “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” vale sempre; poi, il termine in sé, come infiniti altri, è tremendamente abusato, si usa per tutto e il contrario di tutto e alla fine in un modo che certamente non contribuisce a generare una cultura popolare del bello. Chissà se questa realtà alla fine la distruggerà, la bellezza, oppure paradossalmente la salverà, nascondendola agli occhi di tanti ma rivelandola a quelli che la sapranno riconoscere… Certo, prima che quei tanti non finiscano per distruggerla! :/

  5. Eh, speriamo sì. Che già considerare una sua possibile “estinzione”, insomma, è roba appunto da correlata estinzione del genere umano, o quanto meno della sua (presunta) intelligenza…

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