
L’avrete forse già vista in giro, questa divertente e sagace vignetta, la quale nella sua ironia cela probabilmente il senso del destino dei due oggetti che ad oggi sono LA letteratura – il libro di carta, dal passato ai giorni nostri, l’ebook dai giorni nostri fino ad un futuro più meno prossimo/anteriore/lontano. Ed è un po’ lo stesso destino – mi viene da pensare – che caratterizza il videogioco per il bambino contemporaneo, per il quale quello è il gioco, appunto, l’oggetto che direttamente e indubitabilmente lo rappresenta e lo offre, finché lo stesso bambino si ritrova di fronte una scatola di Lego, od altro di simile “antico” genere, e resta sconcertato di come quelle costruzioni all’apparenza rozze e primitive possano invece regalare un divertimento pari, se non superiore, a quello dell’amata consolle.
Ad oggi non è ancora nata la generazione per la quale il termine “libro” viene direttamente associato ad un lettore digitale e ad un relativo file; il libro è ancora quell’oggetto di carta con la copertina più o meno colorata, le pagine scritte ed eventualmente le figure. Credo dovranno passare ancora un paio di generazioni, almeno, affinché si realizzi quel cambiamento, ma la strada è segnata, e contrastarla credo sia un esercizio di futile ottusità. Tuttavia, sono ugualmente convinto che il libro di carta non ha affatto il destino segnato, anzi, che la diffusione sempre crescente dell’ebook potrebbe nuovamente illuminarne l’infinito e immortale fascino, e soprattutto a chi, tra qualche tempo, lo osserverà più come un oggetto vintage.
Eppoi, proprio come illustra così bene quella vignetta e al di là della banalità (pragmatica, però!) della cosa, persino tra 100 o 1.000 anni un ebook che voli da balcone di casa si frantumerà, mentre il libro di carta tutt’al più si sgualcirà un poco. Insomma, la sua bella (se pur piccola) dose di immortalità al libro nessuno mai gliela toglierà!
P.S.: E se a un bambino contemporaneo non piacessero i Lego o altri giochi del genere, beh, mi preoccuperei seriamente per lui!
Bello il parallelo che hai fatto tra il libro cartaceo e l’altrettanto intramontabile Lego, condivido le tue riflessioni. Spero che il libro di carta non abbia il destino segnato, perché adoro prenderlo in mano, toccarlo, annusarlo, sfogliarlo…;-) Sono arrivata all’attuale blog partendo da quello tuo vecchio, Le cronache di Thule, dove ci avevo scovato delle bellissime recensioni su Paasilinna e altri apprezzabili autori… Verrò a visitarti spesso!
Ciao Alessandra! Piacere di conoscerti!
Grazie di cuore per il tuo commento, e ancor prima per essere passata da queste parti! Già vedo che entrambi abbiamo la stessa passione, e la stessa attitudine di scrittura circa ciò che leggiamo: anch’io in effetti lo faccio per gli stessi motivi tuoi, non certo per fare il “recensore” – ci mancherebbe!
Ho visto che hai aperto da poco il blog: beh, spero che sia l’inizio di un’altra bella passione, perché le tue impressioni di lettura sono molto belle e intriganti. Dunque, a mia volta ti seguirò con molto interesse!
E, oh, certo: viva i Lego e Paasilinna (non a caso, io credo, due “prodotti” della cultura scandinava, che in quanto a libri, lettura diffusa e dinamismo culturale ha di che insegnare al mondo intero!)
Ciao, a presto!
Luca