Erlend Loe, “Volvo”

Una arzilla novantenne che fuma hashish e frequenta concerti reggae, innamorandosi del suo spacciatore africano, un vecchio discepolo di Robert Baden-Powell e della sua ideologia scout, un uomo benestante e dalla vita cui apparentemente nulla manca che di colpo decide di fuggire dalla “buona” società nella quale vive… Dove ambientereste una storia con personaggi del genere, di primo acchito? In qualche sobborgo di una città occidentale, magari, Londra, New York o altra simile – forse anche in una località più mediterranea, vicina al nostro vivere quotidiano…
Potrebbe ben essere, sarebbero scenografie piuttosto funzionali all’agire dei suddetti personaggi. Ma date il controllo d’una tale storia nelle mani (e nella mente) d’uno scrittore norvegese, ed eccoci tutti quanti nel Värmland, selvaggia terra di confine a cavallo di Svezia e Norvegia, tra foreste a perdita d’occhio e bizzarri personaggi che di “perso” hanno, a quanto pare, il contatto con il presente – e non è assolutamente detto che ciò sia una cosa negativa, eh!…

Leggete la recensione completa di Volvo cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

Erlend Loe, “Doppler, vita con l’alce”

Chi conosce anche solo minimamente il mondo letterario scandinavo (magari se lo ha fatto seguendo i tanti post che questo blog sta dedicando ad opere di autori nordici) saprà che il principale esponente di questo mondo è certamente Arto Paasilinna, non solo per quantità di copie vendute ma anche per la capacità dimostrata di compendiare nel proprio stile, nella maniera più piena e letterariamente fruttuosa, le principali peculiarità del modo di scrivere scandinavo… Bene, detto ciò, posso ora aggiungere che Erlend Loe, autore di un’altra opera abbastanza nota quale è Naif.Super (seppur la “notorietà” dei libri scandinavi è comunque caratteristica che resta ben compresa nella cerchia comunque ancora “underground” dei suoi lettori, e grazie soprattutto alla meritoria opera della casa editrice Iperborea, per la quale escono quasi tutti i suddetti libri), con questo suo Doppler, vita con l’alce, si è abbastanza paasilinnizzato, pur mantenendo connotati propri di temi e di stile, piuttosto simile a quello ritrovabile nel citato Naif.Super

Leggete la recensione completa di Doppler, vita con l’alce cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

Tomas Tranströmer, “I ricordi mi guardano”

Come nasce un poeta? Nella “scia di luce” con cui Tranströmer descrive la sua vita, è la testa della cometa, il nucleo denso dell’infanzia, a racchiudere già tutti i segni di una vocazione speciale.
I Ricordi mi guardano è l’unica opera di narrativa del maggiore poeta svedese vivente, Premio Nobel per la Letteratura 2011 – sì, proprio quello per il quale, quando uscì la notizia dell’assegnazione del premio, tanti (tutti, qui?) hanno commentato in coro più o meno così: TOMAS CHIIIIIII???
Ma provate a conoscerlo, Tranströmer, voce poetica sicuramente inusuale per la nostra cultura letteraria sudeuropea e mediterranea, magari con questo libro il quale contiene “ricordi che sono stimoli a conoscere, immaginare e riflettere, che ci avvicinano al sentire di un grande poeta, alla sua illuminante apertura all’uomo e al mondo“.

Cliccate sulla copertina per saperne di più.

Kari Hotakainen, “Via della Trincea”

“Un umorista temibile, intelligente, acuto, quasi calcolatore”… Arto Paasilinna dixit, circa il suo collega e connazionale, ed Iperborea non manca l’occasione di rimarcare tale prestigioso biglietto da visita su entrambe le opere di Kari Hotakainen edite in Italia: Colpi al cuore, che ho letto qualche tempo addietro e che mi lasciò impressioni positive a sufficienza da affrontare anche la lettura di Via della Trincea, seconda opera edita, appunto, da Iperborea di Hotakainen – con traduzione (ottima!) e postfazione di Nicola Rainò, più una nota al testo – al solito sagace – di Paolo Nori

Leggete la recensione completa di Via della Trincea cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

Göran Tunström, “Uomini famosi che sono stati a Sunne”

Da parecchio ormai mi interesso di letteratura nordico/scandinava: non so se per tale passione mi debba considerare “di parte”, sta di fatto che nel panorama letterario iperboreo ho trovato fino ad oggi veramente molte eccellenze… Göran Tunström è sicuramente una di esse, uno dei più celebri e apprezzati autori di Svezia, e lo è questo suo Uomini famosi che sono stati a Sunne, un’opera tanto particolare quanto interessante, che peraltro gli valse l’Augustpriset, il più prestigioso ed ambito premio letterario svedese…
Leggetene la recensione qui, o nella relativa pagina nel blog…