Kari Hotakainen, “Colpi al Cuore”

Con tanto di raccomandazione niente popò di meno che di Arto Paasilinna (“Un umorista temibile, intelligente, acuto, quasi calcolatore”), grazie alla “solita” Iperborea ecco dalla Finlandia Kari Hotakainen, altro scrittore estremamente famoso (e premiato) in patria e pressoché ignoto dalle italiche parti, con in dote il suo Colpi al Cuore, romanzo con il quale ha raggiunto la fama internazionale – eccetto che a sud delle Alpi, appunto… Romanzo strano – vorrei subito affermare attraverso questo aggettivo la sensazione principale che ho ricavato dalla sua lettura, utilizzandolo nell’accezione più completa possibile: strano per la storia narrata, strano per come Hotakainen la racconta, strano nella forma – l’autore utilizza principalmente, come fil rouge stilistico dell’opera, la tecnica del pastiche, ovvero della commistione tra finzione e realtà, nonché la parziale riscrittura della realtà narrata, della quale si mantengono certi elementi di verità e in mezzo se ne mettono altri totalmente inventati, per di più piuttosto inopinati e surreali…

Leggete la recensione completa di Colpi al cuore cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

“Scandinavian Landscapes”, il grande Nord per immagini di Jacopo Finazzi, allo Spazio Fabbrica di Chiuduno, Bergamo.

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Scandinavian Landscapes è un diario di viaggio, è un libro di ricordi, anzi, di esperienze emozionali, è una linea temporale il cui metro di misura è dato da luoghi, oggetti, persone, presenze, e dalle relative immagini. Al di là della apparente semplicità generale a cui la visita della mostra fotografica di Jacopo Finazzi presso il “suo” Spazio Fabbrica a Chiuduno può far pensare, la sequenza di immagini – sia a colori, sia in b/n – riesce a rappresentare perfettamente ciò che il viaggio – quello vero, quello che porta il viaggiatore ad essere in un certo luogo non solo con il corpo, ma anche con la mente e ancor più con lo spirito – deve essere: la scoperta d’un ambiente non ordinario (per chi vi giunge da lontano) e il tentativo di penetrarne l’essenza autentica – la quale, inutile dirlo, è molto spesso ben lontana dalle attrazioni più “turistiche” che quell’ambiente/quel luogo offre. Finazzi lo fa’ mettendo dentro scatti all’apparenza “normali”, appunto, la propria esperienza artistica e, io credo, pure quella sua parte inconscia che si nutre d’arte anche al di là della mera preparazione accademica – non a caso è figlio d’arte
Valore aggiunto, l’aver deciso di esporre le proprie opere fotografiche in un luogo – lo Spazio Fabbrica, ovvero la vecchia officina familiare di produzione di bottoni – in ristrutturazione ancora incompleta, tra vecchi macchinari e attrezzi del mestiere, in certi casi con una confusione ricercata che riesce ad accrescere il fascino della visione delle immagini e, per certi versi, rende atemporali i soggetti ritratti.

Lo Spazio Fabbrica è a Chiuduno, Bergamo, in Via delle Rimembranze al numero 13. Scandinavian Landscapes resterà aperta al pubblico solo fino al prossimo weekend, mentre nei giorni feriali prima e dopo di esso sarà visitabile su appuntamento. Per ogni infos: jacopofinazzi@libero.it, oppure il profilo facebook dell’artista.

The Nordic Photography Experience 2012: uno sguardo sulla fotografia iperborea contemporanea

Per ottenere un’immagine fotografica, la luce è fondamentale. Dunque, dallo stesso scatto con due diverse condizioni luminose, si otterranno inevitabilmente due diverse immagini, due differenti mood visivi. E se in un luogo la luce è assolutamente particolare, unica, di conseguenza le immagini fotografiche saranno particolari come in nessun’altra parte: è proprio ciò che accade al Nord del pianeta, e tale fortunata prerogativa “astrofisica”, sommata alla cultura e al gusto artistico locali, fa’ della fotografia nordica un qualcosa di assolutamente interessante.
Quest’anno, dopo il successo del 2011, si ripete in Russia l’esperimento di ricerca fotografica contemporanea Nordic Photography Experience curato da Nadya Sheremetova. Finanziato anche dall’OCA – Office for Contemporary Art Norway, il progetto ha come principale scopo lo scambio culturale finalizzato a una maggior cooperazione fra fotografi e curatori dei paesi nordici e il nord ovest russo. In secondo luogo, l’evento vuole donare una maggior visibilità della fotografia contemporanea dei vari paesi coinvolti. L’evento si svolgerà nel cuore di San Pietroburgo presso lo spazio d’arte TAIGA. Nove mesi suddivisi in tre sessioni, che si concluderanno a Ottobre 2012. Il programma prevede lectures, workshop e la possibilità di mostrare il proprio portfolio a grandi professionisti che indirizzeranno gli aspiranti fotografi a migliorare la propria visibilità, arte ed espressione. Costante dell’evento è il tema: Tactics for now! (“Tattiche del momento!”). Tutti gli esperti presenti discuteranno e illustreranno il ruolo della fotografia contemporanea documentativa e artistica. Verranno aperti dibattiti e saranno presentate riflessioni personali degli artisti/curatori presenti sul futuro della fotografia, in questa nuova era mediatica e in un contesto di arte contemporanea. I vari artisti Norvegesi presenti sono: il fotografo Morten Andersen, il fotoreporter Jonas Bendiksen, il curatore Ingrid Nilsson, direttore del Preus Fotomuseum e il curatore Jan Erik Lundstrom, direttore del Samisk Kunstsenter. Per maggiori informazioni: www.nphe.ru/en, oppure facebook.com/fotodepartament.

Un ottimo sito web, invece, capace di darvi uno sguardo pressoché completo sulle attività artistiche e culturali norvegesi, con un occhio particolare alla relativa realtà italiana, è Norwegian Way, dal quale ho tratto le infos per questo post.
NOW – Norwegian Way nasce per volontà della Reale Ambasciata di Norvegia con l’intento di promuovere molte tra le più interessanti iniziative culturali Norvegesi nel mondo, e in particolare in Italia. Vuole proporre uno sguardo contemporaneo su ciò che si muove nelle realtà norvegesi: musica, letteratura, arte, cinema, architettura, design, tutto a testimoniare una scena culturale viva e in crescita. NOW è un esperimento, un tentativo nuovo di mettere a sistema un articolato insieme di soggetti e progetti: produrre un’unica narrazione attraverso racconti, articoli, identità visiva, comunicazione coordinata, approfondimenti e diventare un punto di riferimento sul web. Il progetto, realizzato in collaborazione con Snob Production, è stato quindi scelto dall’Ambasciata per raccontare la contemporaneità, i tanti eventi che sostiene e trasmettere l’eco della stessa identità norvegese.
Cliccate sull’immagine del logo e potrete visitare il sito web di NOW. E’ veramente parecchio interessante.

Arto Paasilinna, “I Veleni della Dolce Linnea”

Il “solito” Paasilinna, verrebbe da scrivere, concludendo qui la recensione in modo peraltro piuttosto significativo… Ma l’aggettivo solito spesso si veste di una accezione piuttosto negativa, indicando qualcosa che resta sempre uguale a sé stesso, dunque che facilmente induce monotonia, se non noia… Ma Arto Paasilinna, il più noto e probabilmente il più emblematico esponente della letteratura nordeuropea contemporanea, il termine “noia” l’ha da tempo espulso dal proprio universo letterario, e lo dimostra bene anche in questa personale ennesima lettura di un suo romanzo, I Veleni della Dolce Linnea, al solito edito da Iperborea (con traduzione di Helinä Kangas e Antonio Maiorca e postfazione di Goffredo Fofi): è la storia di una dolce e arzilla vecchietta che vorrebbe vivere in tutta tranquillità nella sua casetta di campagna gli ultimi anni di vita, ma che si ritrova perseguitata da tre sbandati guidati da un nipote nullafacente e lestofante, i quali ogni mese le sottraggono la pensione e le devastano casa…

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Arto Paasilinna, “L’allegra Apocalisse”

Certi romanzi, al di là della bontà letteraria che scaturisce dalla storia narrata e dallo stile con cui la narrano, accrescono il proprio valore anche sapendo prevedere certe cose del futuro prossimo al tempo narrativo, magari indirettamente ovvero senza avere tra i propri fini più o meno dichiarati quello della preveggenza. Il primo titolo del genere che mi balza in mente è 1984 di Orwell, ma sapete bene che se ne possono trovare a bizzeffe.
Bene: una delle prime cose che si potrebbero raccontare ovvero che balzano alla mente circa L’allegra Apocalisse, decimo romanzo dello scrittore finnico Arto Paasilinna pubblicato in Italia dalla insostituibile Iperborea (con traduzione di Nicola Rainò) è proprio questa: l’inopinata possibilità di leggere, nella trama assolutamente e classicamente paasilinniana del romanzo – un pentolone ribollente di umorismo, eventi bizzarri e surreali, personaggi eccentrici a dir poco, sguardi disincantati tanto quanto perspicaci sulle cose della quotidianità e molto altro – delle “profezie” che all’epoca della prima uscita del romanzo (1992) sembravano di certo ardite, ma che oggi risultano quasi prodigiose, e non poco inquietanti…

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