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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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MONTAG/NEWS: Notizie interessanti e utili dalle terre alte


SI ARRIVERÀ IN TRENO A BORMIO?

Ovvero: finalmente si concretizzerà quel progetto vecchio di almeno un secolo di collegamento ferroviario tra Tirano e l’alta Valtellina? Bè, è presto per dirlo ma, quanto meno, la Provincia di Sondrio ha avviato la gara per il “masterplan”, primo passo per valutare la sostenibilità generale dell’opera. Certo da qui al vedere correre i treni verso Bormio passeranno ancora decenni (in Italia, poi…) ma, come si dice, la speranza è l’ultima a morire. Anche quella di vedere togliere traffico dalle strade valtellinesi invece di aggiungerne altre, di strade, che non farebbero altro che peggiorare la situazione e rappresenterebbero un netto controsenso rispetto al progetto ferroviario. Chi vivrà vedrà, insomma.


«EPPURE ERANO ESPERTI!»

Quante volte lo sentiamo affermare nel caso di incidenti in montagna? Oppure «erano ben equipaggiati», «conoscevano bene la zona», eccetera. Tuttavia, nelle circostanze assai comuni con le quali vengono frequentati i territori in quota, sono numerose le trappole, percettive e psicologiche, dalle quali bisogna guardarsi. Su “Montagna.tv” Michele Comi ci riflette sopra, e sono considerazioni, le sue, che non concernono solo la frequentazione prettamente alpinistica delle montagne ma pure, in generale, la relazione culturale che intessiamo con i monti nel mentre che ci stiamo, il valore esperienziale della pratica, il senso del contesto, la sua presa di coscienza.


LE «ASPIRANTI CORTINE» IN DECLINO DEGLI APPENNINI

Su “Il Post” Christian Raimo – uno dei più rinomati scrittori italiani contemporanei – racconta il suo ritorno dopo anni a Monte Livata, piccolo comprensorio sciistico dei Monti Simbruini e unico della provincia di Roma (per ciò detto “La montagna della Capitale”), e la sua lenta, inesorabile agonia turistica. «Di fronte alle Olimpiadi che si stanno per aprire a Cortina, il declino delle aspiranti Cortine degli Appennini pone una domanda che riguarda molte aree montane: ha ancora senso investire in modelli turistici ad alto consumo idrico in territori che l’acqua non l’hanno mai avuta in abbondanza?» Un racconto bello e eloquente, quello di Raimo, che riprenderò a breve per alcune mie considerazioni conseguenti.


IL SUCCESSO DELLA VAL MARTELLO SENZA IMPIANTI SCIISTICI

Anche la Val Martello/Martelltal, nella parte altoatesina del Parco Nazionale dello Stelvio, è uno di quei luoghi sulle Alpi privi di comprensori sciistici, e dunque del turismo relativo, che nel tempo ha preferito puntare sugli sport invernali meno invasivi e più rispettosi del suo paesaggio montano, come si racconta su “Montagna.tv”. Sci di fondo, ciaspole, sci alpinismo, slittino e biathlon d’inverno, escursioni e attività d’ogni genere d’estate nonché la produzione più alta d’Europa di fragole e piccoli frutti come i lamponi. Niente impianti e piste ma presenze in costante aumento, insomma: una strategia turistica che anche in Val Martello si rivela sempre più apprezzata dagli amanti della montagna.


LE OLIMPIADI PIÙ INQUINANTI DI SEMPRE?

Milano Cortina 2026, le «Olimpiadi più sostenibili di sempre», causeranno emissioni di gas climalteranti pari a circa 930mila tonnellate di anidride carbonica equivalente. Un simile contributo porterà a una perdita stimata di 2,3 chilometri quadrati di manto nevoso – ovvero circa 1.300 piste olimpiche di hockey su ghiaccio – e di oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale. Sono questi i calcoli di una nuova ricerca realizzata dai think tank Scientists for global responsibility e dal New weather institute che evidenziano come l’impatto climatico delle Olimpiadi invernali potrebbe mettere a rischio nel futuro gli stessi Giochi: ne scrive “Altreconomia”, qui.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: catalogo

Arto Paasilinna, “Il migliore amico dell’orso”

Arto Paasilinna, “Il migliore amico dell’orso”

cop_il_migliore_amico_dell-orsoUn prete spretato senza più fede che crede di ricevere messaggi spaziali inviati da civiltà aliene, lasciato dalla moglie dacché ad ella ha preferito un orso devoto ma che si chiama Satan (Satana in lingua inglese) che imita le gestualità rituali di tutte le maggiori religioni e che sa stirare le camice e servire cocktails; poi un paio di bizzarre amanti, un altro paio di squinternati capitani di mare, un venditore di saune finlandesi nel Sud del Mediterraneo… Elementi buoni solo per un libro inevitabilmente strampalato, senza dubbio, se non fosse un libro di Arto Paasilinna! E Paasilinna è Paasilinna, non serve dire altro!
Per disquisire su Il migliore amico dell’orso, ennesima opera del celeberrimo scrittore finlandese pubblicata da Iperborea (a sua volta celeberrima, ormai, in tema di letteratura scandinava! – edizione con traduzione e postfazione di Nicola Rainò: tit.orig.Rovasti huuskosen), potrei assolutamente limitarmi a quella netta affermazione appena scritta; oppure rimandarvi alla lettura di tutti i post che ho dedicato ad Arto Paasilinna e alla sua opera letteraria… Ovvero, potrei una volta ancora rimarcare le principali peculiarità del suo stile, così emblematiche per la definizione dell’intera cifra stilistica letteraria scandinava, della quale ho più volte definito Paasilinna – tanto sono in vena di ripetizioni, no?! – il principale e più indicativo esponente…

Leggete la recensione completa di Il migliore amico dell’orso cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Scritto il 23 settembre 20131 ottobre 2013Categorie LettureTag Arto Paasilinna,catalogo,Finlandia,giudizio,Il migliore amico dell'orso,Iperborea,L'anno della lepre,letteratura,libro,prete,Rainò,recensione,romanzo,Satana,scandinava4 commenti su Arto Paasilinna, “Il migliore amico dell’orso”

Christopher Brookmyre, “Il paese della menzogna”

cop_il_paese_della_menzognaTutto il mondo è paese… Anzi, affino meglio la citazione di questo celebre motteggio popolare: in tutto il mondo il potere politico è paese. Magrissima consolazione, per noi italiani che di bassezza morale e non solo del potere politico siamo tra i massimi esperti del mondo occidentale, sapere che un tale pensiero mi sia sorto leggendo un romanzo invero ambientato nell’austero Regno Unito, e più specificatamente in Scozia, nazione a larga indipendenza amministrativa del reame Windsor ma pure nella quale, nonostante tale prerogativa, il potere ha come primari scopi i propri interessi e gli scranni, più che i bisogni dei cittadini, e per ottenere ciò utilizza la solita strategia: il controllo dell’informazione e del sapere diffuso, ovvero l’imposizione di verità di comodo che possano influenzare e plasmare l’opinione pubblica, così da far credere ad essa ciò che è più funzionale a chi la governa, appunto. La storia insegna: più un popolo è ignorante – di cultura e di informazione – più è facilmente assoggettabile…
Beh, in verità la suddetta consolazione diviene ancor più magra arrivando alla fine de Il paese della menzogna dello scrittore scozzese Christopher Brookmyre (Meridiano Zero, 2002, traduzione di Vittorio Curtoni; in origine uscito nel 1997), dacché in essa la storia si risolve in eventi e modi che, io temo, dalle nostre parti sarebbero (e sono) piuttosto utopici…

Leggete la recensione completa de Il paese della menzogna cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Scritto il 21 gennaio 201319 gennaio 2013Categorie LettureTag catalogo,Christopher Brookmyre,giallo,Il paese della menzogna,letteratura,libro,Meridiano Zero,noir,politica,recensione,romanzo,Scozia,sito,thrillerLeave a comment on Christopher Brookmyre, “Il paese della menzogna”

Arto Paasilinna, “Lo Smemorato di Tapiola”

Beh, che dire/scrivere di questo libro di Arto Paasilinna?… Ciò che potrei dire/scrivere (e ho già scritto) riguardo gli altri volumi letti dello scrittore finlandese, con solo piccole, forse irrilevanti variazioni… Ma, attenzione: se una tale peculiarità rappresenterebbe un difetto per una vasta schiera di scrittori contemporanei, per le opere di Paasilinna diviene un rimarchevole e quasi necessario pregio, ovvero la base del suo particolare, bizzarro, molto nordico stile letterario. Così, Lo Smemorato di Tapiola (Iperborea, ovviamente!) è l’ennesima storia costantemente in bilico tra follia e riflessione, o meglio capace di far riflettere su certe realtà della condizione umana attraverso narrazioni di eventi dalla natura apparentemente opposta cioè folle, divertente, assurda e per certi versi surreale…

Leggete la recensione completa di Lo smemorato di Tapiola cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Scritto il 9 ottobre 20128 ottobre 2012Categorie MagazzinoTag Arto Paasilinna,catalogo,editore,Finlandia,Iperborea,letteratura,libri,libro,Lo smemorato di Tapiola,nordico,recensione,romanzo,Suomi4 commenti su Arto Paasilinna, “Lo Smemorato di Tapiola”

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