La miglior tutela in assoluto di lupi e orsi

Ma quanta grottesca scempiaggine c’è in questo striscione? 😂🤣😂

Me l’hanno segnalato, viene dai social e non so in quale luogo e contesto sia stato esposto. In realtà è talmente ridicolo che potrei pure pensare si tratti di un’immagine fake, e per molti versi spero che lo sia.

Ammettiamo tuttavia che sia vera: ma sul serio i tizi che hanno esposto quello striscione, che peraltro rimanda ad altre frasi fatte tipiche di una certa ideologia politica, pensano di contrastare in quel modo la presenza di lupi e orsi? Con uno slogan così dozzinale e insensato che sarebbe imbarazzante per un bambino di sei anni? E, ancor più, senza rendersi conto che un atteggiamento del genere è il più efficace per favorire la tutela di lupi e orsi e sostenere chi li difende?

Be’, sono certo che, tra chi chiede la regolamentazione dei grandi carnivori a difesa degli allevatori ovvero per altri motivi, vi siano persone ben più ragionevoli e sensate con le quali chi invece li difende possa confrontarsi con buon senso e rispetto reciproco. Siamo nel 2026, non nel Paleolitico.

P.S.: ribadisco la mia posizione sul tema: viva pecore e capre, viva orsi e lupi!

L’avvelenamento dei lupi e della mente di certi uomini

L’ignobile e sconcertante vicenda recente dei lupi avvelenati in Abruzzo (e non solo quelli) è l’ennesima dimostrazione di come l’uomo sia non solo l’animale più crudele in circolazione ma pure il più stupido in assoluto, visto con quanta efficacia sappia farsi del male da sé. Anche per questo il rapporto dell’uomo con il selvatico è sempre stato estremamente rozzo e sostanzialmente rimasto irrisolto: non sappiamo convivere con l’ambiente naturale perché non capiamo di essere noi stessi Natura, così, quando ammazziamo la “Natura” – siano lupi, orsi, foreste, ambienti incontaminati, biodiversità – finiamo per uccidere noi stessi, per avvelenare la nostra presenza nel mondo, per soffocare l’intelligenza che diciamo di avere ma costantemente dimostriamo di non possedere.

Non è più, qui, una questione di pro o contro lupo, di difesa della fauna selvatica o degli allevatori e dei loro animali e di quant’altro del genere (ergo affermazioni come, ad esempio, «Gli allevatori non ne possono più!» diffuse per giustificare atti criminali come quello abruzzese sono solo parole vuote e ipocrite, e d’altro canto gli allevatori sono le prime “vittime” di atti criminali del genere): entrambi si potrebbero tranquillamente “difendere” e far convivere, se lo si volesse. Ma non lo si vuole fare, per alcuni è più conveniente lasciare la questione deregolamentata, priva di gestione, di confronti costruttivi, di comprensione non solo etologica ma pure ecologica, economica, ecosofica – termini, questi, che cominciano con “eco”, oikos in greco cioè casa, il nostro mondo. Che crediamo di dominare ma del quale evidentemente non facciamo parte, non siamo in grado di farne parte. E ciò, alla fine dei conti, non fa altro che dare ancora più “forza” al lupo e degradare noi, la nostra pretesa “civiltà”: constatando l’ignobiltà di certi gesti umani e come sia la realtà attuale delle cose, viene nuovamente e inesorabilmente da chiedersi «Ma dunque chi è veramente la “bestia” tra i due? E quindi chi dei due vanta più diritti sull’altro?»

Una cosa è certa, allo stato attuale delle cose e delle cronache: stiamo perdendo tutti, lupi, uomini, animali, montagne, comunità, senza che nessuna buona soluzione alla questione venga elaborata, anzi, facendo in modo che diventi sempre più caotica e ingestibile. Un’altra circostanza che dimostra come il titolo di Sapiens del quale ci siamo autoproclamati è quanto mai discutibile e vuoto di senso. Umano, soprattutto.