Quella vissuta sabato a Milano, nella Sala Alessi di Palazzo Marino per la cerimonia di consegna del Premio Marcello Meroni 2023, è una giornata che non fatico a definire indimenticabile. Ciò per tanti motivi: innanzi tutto in un così prestigioso contesto ho goduto dell’onore di presentare la candidatura del caro amico Michele Comi, che ha vinto il premio per la sezione cultura – meritatissimamente, visto quanto fa ormai da anni per promuovere in molteplici forme la più compiuta e preziosa educazione culturale in chiunque ami andare per montagne (e non solo a quelli); quindi perché altri preziosi amici e bellissime persone, Annamaria Gremmo con Marco Soggetto e Francesco Sisti, hanno vinto il premio per la sezione ambiente grazie alla loro mirabile opera a difesa del Vallone delle Cime Bianche – una candidatura non formulata da me ma che un po’ sento anche mia. Poi per aver avuto la fortuna di conoscere personalmente Don Luigi Ciotti (uno dei rarissimi uomini di chiesa che ammiro, lo dico in tutta sincerità), e perché tutte le altre figure premiate hanno presentato e raccontato storie di montagna bellissime e veramente meritorie di grande ammirazione e considerazione. Ho poi incontrato e rivisto amici carissimi e prestigiosi come Luca Calvi e Alessandro Gogna (tra i giurati del Premio), Cesare Martinato, Laura Aliprandi, Gabriella Suzanne Vanzan, Aldo Faleri. Infine un grazie di cuore va a tutti gli organizzatori e ai curatori del Premio Meroni e della giornata di sabato, che hanno permesso ai presenti di viverne le intense suggestioni.
Insomma: è stata una giornata di grandi emozioni e ispirazioni tra persone invariabilmente belle la cui conoscenza personale è senza dubbio una delle cose più importanti che ho, e che le foto della galleria lì sopra – di Annamaria Gremmo, Marco Soggetto, Stefania Comi – registrano almeno per una certa parte.