Finalmente c’è qualcuno che non aggiunge ma elimina cemento, sulle montagne!

Sulle pagine social del comune di Recoaro Terme dallo scorso 28 settembre si legge che

Come annunciato nei giorni scorsi sono iniziate questa mattina le operazioni di abbattimento del cubo di proprietà della società San Pellegrino. Il cantiere avrà una durata di circa due mesi, durante i quali verranno dapprima rimossi i pannelli in calcestruzzo che ricoprono la struttura per poi passare allo scheletro interno. Sul posto i materiali vengono separati per avviarli anche a percorsi di possibile recupero. Per Recoaro Terme è un vero e proprio evento che permetterà di restituire una nuova vista sulla corona delle Piccole Dolomiti fin dall’ingresso al paese.

Trovo che sia una notizia assolutamente significativa: finalmente in un territorio di montagna si toglie piuttosto di mettere, si elimina cemento invece di aggiungerne, si recupera la veduta e la percezione del paesaggio e delle sue montagne invece di alterarla e ostacolarla. Una bellissima notizia, insomma, anche perché non così frequente.

[Il “cubo” come si vedeva entrando in Recoaro, da Google Maps.]
Poi, certamente, bisogna considerare tutto ciò che gira intorno ad essa e le domande inevitabili che abbisognano di buone risposte (come si è potuto costruire un obbrobrio simile? Chi lo autorizzò e cosa si farà perché non accada più in futuro? Come verrà riutilizzata l’area liberata dal cemento? Rappresenta un intervento una tantum oppure il primo di una strategia di rinnovata sensibilità verso il luogo e il suo paesaggio? – eccetera…) ma, tra innumerevoli scempi cementizi e infrastrutturali con relativi consumi di suolo – il preziosissimo e delicato suolo di montagna ma non solo quello, e il Veneto è risaputamente tra le regioni italiane peggio messe al riguardo – che si vedono progettati e purtroppo spesso realizzati, la demolizione del “cubo” di Recoaro è realmente un «evento» importante il quale può e deve rappresentare un esempio, un modello virtuoso, un ottimo consiglio da seguire nonché, ovviamente, un elemento di speranza affinché si possa togliere dalle mani e dalle menti di amministratori pubblici scriteriati e irresponsabili – e dei loro sodali – il destino delle nostre montagne, patrimonio comune di natura e di bellezza che ognuno di noi ha il diritto e il dovere di salvaguardare al meglio.

D’altro canto, così di Recoaro scrisse Friedrich Nietzsche nella lettera all’amico Peter Gast del 17 giugno 1881:

Recoaro, come paesaggio, è una delle più belle esperienze; e questa sua bellezza io l’ho inseguita prodigandovi con zelo e fatica. La bellezza della natura, come ogni altra bellezza, è gelosa, e vuole che si serva lei sola.

Dunque, gratitudini e complimenti a Recoaro Terme per aver (mi auguro) ricompreso la fondamentale importanza della percezione condivisa del proprio paesaggio e avanti così, per il bene delle montagne e di tutti noi.

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