Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.
(Pier Paolo Pasolini, in risposta a una ragazza che gli scrive di voler studiare all’università ma non avere i soldi per farlo, tratto da “Dialoghi con Pasolini” su Vie Nuove, 1965, pag.1077.)
Ecco: lo capissero, quelli che non leggono, quanto sono poveri per tale loro mancanza, e d’una povertà che nessun denaro che non sia fatto di libri e di buone letture può risolvere, e quanto poi sia palese questa loro povertà, quanto si veda, si colga facilmente…
P.S.: citazione còlta da questa pagina facebook.)
Sono pienamente d’accordo con le parole di PPP ma la lettura di per sè non va a sopperire la mancanza di danari e quindi la possibilitá di frequentare una qualsivoglia facoltà universitaria anche in presenza di merito.
No, certamente è come dici tu, Celestino. D’altro canto, spesso un titolo anche universitario, pure altisonante, non insegna e accultura tanto quanto possano fare i migliori libri… Diciamo che, nell’uno come nell’altro caso, conta molto la passione, almeno quanto i danari.
Grazie, Celestino!