Non ci sono più le mezze stagioni, ma c’è pieno di mezze calzette.

Insomma, bastano due-giorni-due di caldo oltre la media e già lo svacco e la sciatteria imperano nell’ognidove italico, con manifestazioni pubbliche di fogge che in frequenti casi risulterebbero probabilmente ridicole persino per un party trash ferragostano in spiaggia ove chi si vesta peggio s’accaparri un cocktail gratis. Peraltro con accanto, lungo le vie cittadine, gente che non ci sta ancora climaticamente capendo molto e gira come fosse in partenza per l’Antartide!

Va bene che siamo passati in pochi giorni da un clima prettamente invernale a un’afa tropicale, va bene che la un tempo celebre e celebrata eleganza italiana è stata ormai da tempo gettata alle ortiche (o nei bagni di qualche sala slot) insieme a tante altre una volta prestigiose virtù nazionali, va bene che il clima sta impazzendo e le persone non gli sono da meno, ma qui non ci saranno più le mezze stagioni ma di contro c’è pieno di mezzecalzette!

Ora, non arrivo a dire che pure da queste cose si possa comprendere lo “stato della nazione” (precarissimo, per quanto mi riguarda), però l’ho praticamente scritto. Ecco.

8 pensieri riguardo “Non ci sono più le mezze stagioni, ma c’è pieno di mezze calzette.”

  1. Mi hai levato i pensieri dalla testa! Immagina cosa si vede per le strade di Roma! Appena esce il primo raggio di sole, quel poco di decenza che il genere umano ha mantenuto va a farsi friggere.

    1. Eh, Raffaella, mi confermi appunto che la cosa è pandemica, purtroppo. Voglio dire: ognuno è libero di vestirsi come vuole, ma possibile che conservare un minimo di eleganza sia diventato tanto difficile?
      Grazie del tuo commento! 😉

    1. Giusto, Loredana, pena. E il bello è che, dicono, oggi conta solo l’immagine… beh, se l’immagine è questa, la dice lunga su come siamo messi! :/

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