Buon ritorno alle stelle, Professore.
E grazie per aver reso noi uomini di questo pianeta, con il suo genio assoluto, più umani.
(Questa è la versione di Galaxy Song con la quale nel 2015 i fenomenali Monty Python omaggiarono il professor Hawking, grande fan del gruppo comico. Un omaggio meraviglioso, da oggi ancora di più.)

È stato doloroso, come perdere un parente, che non si vede quasi mai, ma che veglia in qualche modo su di noi.
Ho letto tutti i suoi libri, amando le sue teorie, e, scioccamente, innamorandomi di quel brillante genio che sapeva rendere semplice alcuni degli argomenti più complicati, a livello fisico e matematico.
Se ne va uno scienziato, uno scrittore, un insegnante brillante, oltre che una persona coraggiosa, capace di affrontare un campo spietato, come la ricerca, nonostante la sua tremenda malattia.
Buongiorno, Mara! E grazie di cuore del tuo commento/omaggio. Hai perfettamente ragione, si può dire – senza esagerare affatto – che per tutti Hawking è stato una specie di padre intellettuale, anche per chi nemmeno sapesse chi fosse e a prescindere dalla scienza di cui si occupava. Sono quelle figure-guida necessarie grazie alle quali il genere umano può restare agganciato allo scorrere del tempo verso il futuro e dunque ad un buon concetto di sviluppo – intellettuale, appunto, e poi culturale in genere, tecnologico, sociale…
Nella mia tontaggine, poi, non ricordavo che tu fossi un ingegnere aerospaziale, dunque in qualche modo “vicina”, anche accademicamente, a quel cosmo che Hawking ci ha reso così più comprensibile ma non per ciò meno affascinante, anzi!
Beh, grazie ancora! E qualche altra volta ti dirò pure di Pavese… 😉