La maggior parte dei libri che leggevo, per esempio, c’eran dei protagonisti così bravi, ma così bravi, che sembravano un incrocio tra Superman e san Francesco che a me mi veniva da chiedermi «Ma come si fa a non vergognarsi, di essere bravi così?»
E era interessantissimo, per me, constatare che loro, proprio, non si vergognavano. Affatto.
(Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni, Marcos y Marcos, Milano, 2014, pag.23)
Uhm… dite, come pare ci suggerisca Nori, che se la vergogna fosse uno stato d’animo più diffuso, in letteratura, il problema della sovrapproduzione editoriale si risolverebbe rapidamente?
(Cliccando sull’immagine, potrete leggere la mia “recensione” a Siamo buoni se siamo buoni.)