Il Museo delle Culture di Lugano presenta al Museo Rietberg di Zurigo “Die Schule von Yokohama”, la fotografia giapponese di inizio Novecento dedicata all’universo femminile. Fino al 14/10.

Nel vasto affresco dell’universo femminile lasciatoci dalla fotografia all’albumina colorata a mano, emergono distintamente tre grandi temi. Il primo è quello che possiamo chiamare della «bellezza sublime», in cui l’occhio del fotografo sembra andare costantemente alla ricerca del segreto che anima il regno delle geisha e dei teatri, segreto cui, in giapponese, si allude con la parola karyûkai, il fluttuante «mondo dei fiori e dei salici» che durano un istante e poi passano per sempre, delle tenerezze che muoiono al volger della stagione, dei ricordi che restano appena, come il profumo d’un fiore sbiadito fra le pagine d’un libro. Il secondo è quello del ruolo e del lavoro della donna nella vita di tutti i giorni, che pur contrassegnato dalla presenza, soprattutto formale, di un ambito spaziale di essenzialità e armonia, ha pochi elementi effimeri, ed è particolarmente attento a creare una connessione esplicita fra gli elementi del contesto e la circostanza che costituisce il soggetto della fotografia. Il terzo tema, infine, fortemente legato alla tradizione dei ritratti di cortigiane (bijinga) dell’ukiyo-e, e con molte concessioni al gusto europeo, è quello degli edifici delle «città senza notte» (fuyajô) e delle donne che vi dimorarono senza veli.

Fino al 14 Ottobre 2012 il Museo Rietberg di Zurigo presenterà al pubblico l’esposizione temporanea Die Schule von Yokohama. Frauen in der frühen japanischen Fotografie, costituita da 50 opere della Collezione “Ceschin Pilone-Fagioli” del Museo delle Culture di Lugano. Il percorso fotografico farà anche da contraltare alla contemporanea esposizione dedicata alla bellezza femminile nelle stampe dell’ukiyo-e, intitolata Die Schönheit des Augenblicks. Frauen im japanischen Holzdruck.
Die Schule von Yokohama costituisce un nuovo e significativo tassello del lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto dai ricercatori dell’Heleneum sul fondo di 5.185 fotografie realizzate in Giappone fra il 1860 e il 1910, con la tecnica della stampa all’albumina, e colorate a mano da artisti del tempo. Il lavoro di ricerca ha già avuto come suoi esiti le esposizioni temporanee ospitate nel 2010 a Lugano (Villa Ciani), nel 2011 a Venezia (Palazzo Franchetti) e nel 2012 a Napoli (Villa Pignatelli), accompagnate da un catalogo illustrato di oltre 360 pagine giunto ormai alla sua terza edizione. In occasione della mostra zurighese, oltre al volume in italiano a cura di F. Paolo Campione e Marco Fagioli (Giunti, Firenze), il Museo Rietberg pubblicherà in tre lingue un opuscolo di approfondimento sulla Scuola di Yokohama a cura del Museo delle Culture.

Cliccate sull’immagine della locandina della mostra per visitare il sito web del Museo delle Culture di Lugano ed avere ogni utile informazione sull’evento: un’occasione parecchio interessante di conoscere un’arte fotografica (e la cultura particolare alla base di essa) lontana nel tempo ma ancora assolutamente affascinante e ispirativa, pure per la ricerca artistico-fotografica contemporanea.

Arte esplodente contro la “Social Implosion”: Alex Dorici in Artelier, Lugano, dall’8 al 21/07

Noi esistiamo … Siamo ladri di idee e di immagini, di parole e di sogni, dentro un’umanità assetata di violenza. Recitiamo il diritto di praticare la creatività come decalogo di vita e di gioia, di grido e di dolore, di protesta e come atto di disobbedienza civile … L’arte è l’unica traccia del passaggio dell’essere umano sulla terra e si contrappone alla guerra e ai genocidi. Nando Snozzi

Se fino a qualche tempo fa scrivevo di Alex Dorici che era uno dei più interessanti giovani artisti ticinesi in circolazione, ora è necessario, anzi, inevitabile rimarcare come la sua attività artistica stia conseguendo un livello di consapevolezza creativa sociale, culturale e politica degna della più grande arte contemporanea. E ciò avviene sempre più perché il lavoro di Dorici assume in sè e su di sè il compito fondamentale che l’arte contemporanea deve avere, oggi: far pensare, smuovere le coscienze, sovvertire i luoghi comuni e le verità imposte per mostrare cosa ci possa essere d’altro e di meglio. Diventare, insomma, oggi più che nel passato, l’autentica (e forse sola) coscienza primaria della nostra civiltà, l’unico elemento capace di rappresentare, mostrare, indagare la realtà nella quale viviamo per aiutarci a comprenderla nel modo migliore possibile. E l’unica vera forza beneficamente esplosiva capace di contrastare l’implosione sociale postmoderna.

L’Artelier, spazio espositivo indipendente d’Arte Contemporanea in via Bossi 12 a Lugano, presenta dall’8 al 21 luglio 2012, con orari di apertura da giovedì a sabato, dalle 18.00 alle 21.00, o su appuntamento, la nuova esposizione personale di Alex Dorici, dal titolo Social implosion. La mostra, curata dall’artista in collaborazione con Michele Balmelli, propone una serie inedita di lavori recenti ed è interamente dedicata al tema del rapporto uomo-società.
Secondo Dorici, la situazione dell’uomo, che vive e lavora nella società contemporanea, è sofferente ed è quindi necessaria una reazione urgente da parte di tutti per risanare questa condizione. Gli scenari rappresentati sono quelli di un’umanità inconsapevolmente prigioniera di pochi, dove lo sfruttamento è una regola, la spinta al consumo di prodotti superflui è un’imposizione e l’inaridimento culturale è una costante. L’allestimento delle opere, volutamente vorticoso e dinamico in alcuni punti e rigidamente controllato in altri, vuole rimandare al senso diffuso di sovrabbondanza e tende a concretizzare la conseguente sensazione di smarrimento.
Tutte le opere esposte sono eseguite con la tecnica dell’incisione e i supporti usati sono molteplici, si va dalle piastrelle di ceramica, ai pannelli di legno, ai laminati, fino al muro stesso dello spazio espositivo. Sono presentate al pubblico un centinaio di piastrelle di piccolo e medio formato, a partire da 10×10 cm fino 30×60 cm, varie tavole di legno, da 50×30 cm a 200×80 cm, e un lavoro d’installazione.
La speranza è quella di riuscire a sollecitare una reazione, possibilmente quella di contrapporsi alla regola imposta e, quindi, sostenere chi, con forza e coerenza, affronta una vita dedicata alla disobbedienza civile per evitare l’imminente implosione della società. Il lavoro artistico di Dorici è frutto di un sano confronto politico, è costruito sull’impegno civile ed è frutto di una fine analisi critica della realtà.
L’evento di apertura della mostra è parte della manifestazione Open Gallery #3. Le gallerie d’arte e i musei della città di Lugano apriranno le porte al pubblico gratuitamente dalle 15 alle 21.30, permettendo così a tutti di scoprire i luoghi della città dove l’arte è protagonista e di partecipare ai numerosi eventi organizzati per l’occasione.

Social implosion, la nuova esposizione personale di Alex Dorici, è in Artelier, via Bossi 12, Lugano. Vernissage: domenica 8 luglio, dalle 15.30 fino a tardi, con musica di DJ Jesterwild. Cliccate sull’immagine dell’opera di Dorici per visitare il sito web dell’artista ticinese, oppure qui per visutare il sito web di Michele Balmelli, co-curatore della mostra e promotore di eventi d’arte contemporanea.

“Assaggi”, mostra personale di Birgit Lorenz da Acquestarte, Ascona, fino al 29/07.

Limoni, fragole, cupcakes e tante altre piccole prelibatezze… Lasciatevi tentare dalle colorate creazioni di Birgit Lorenz. Opere che attraverso la tela ed i colori lasciano assaporare la gioia di raccontare gli avvenimenti che caratterizzano la nostra società. Il singolo osservatore interpreterà queste opere diversamente ma esse sicuramente non vanno giudicate semplicemente come “una colorata decorazione”. Osservando attentamente, infatti, si può chiamente leggere molto di più tra i vari strati che compongono le opere di Lorenz, quasi si trattasse di libri illustrati.
Ciò che contraddistingue le opere di Birgit è proprio la coraggiosa combinazione di diverse tecniche: dalla pittura ad olio ai graffiti, dai collage all’utilizzo dei materiali più diversi. I temi delle sue opere sono molteplici. Birgit infatti si lascia ispirare dalla vita di tutti i giorni producendo un dialogo tra cose, persone, fatti e emozioni. E’ davvero incredibile come quest’artista riesca a trasmettere in un modo tanto colorato ed irresistibile temi di attualità anche scottanti.
(dal testo di presentazione della mostra)

Galleria Acquestarte, Ascona, presenta “Assaggi”, mostra personale di Birgit Lorenz. Vernissage: giovedì 28 giugno 2012, a partire dalle ore 17.00. Chiusura: domenica 29 luglio 2012. Entrata libera. Birgit Lorenz sarà presente al vernissage.
AcquestArte é la più recente galleria d’arte contemporanea internazionale nel cuore di Ascona, che accoglie un’ampia collezione comprendente dipinti, fotografie, grafiche e sculture di una quarantina di artisti internazionali riconosciuti e di talenti emergenti.
AcquestArte é stravagante e innovativa. Porta infatti in Ticino quello che é un concetto già conosciuto e consolidato all’estero: il noleggio di opere d’arte. La filosofia della galleria si fonda sulla convinzione che l’arte sia una delle più elevate espressioni dell’attività umana che genera forme creative di espressione estetica, a cui tutti hanno il diritto di avvicinarsi ed apprezzare. Grazie alle formule di noleggio e ai prezzi d’acquisto competitivi proposti, l’arte diventa finalmente accessibile a tutti!
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Acquestarte, e conoscere ogni informazione utile sulla mostra e su come visitarla.

“Cercasi la mia ragazza disperatamente” a Cuggiono, sabato 23 (alle 17.30, soprattutto!) e domenica 24!

Sabato 23 Giugno, ore 17.30: Cercasi la mia ragazza disperatamente a Cuggiono, nell’ambito del Festival Letterario Pagine al Sole!
Accorrete numerosi! Date anche voi una mano a Tizio Tratanti, per cercare la sua ragazza quasi perfetta: è disperato (appunto), poveraccio!
E ricordate, per chiunque vorrà partecipare, Cercasi la mia ragazza disperatamente è e sarà un ausilio assolutamente fondamentale: vi indicherà cosa cercare, dove e come, vi farà conoscere meglio Tizio Tratanti e la sua bizzarra storia… E vi aiuterà in molte altre cose: ad esempio a non farvi tentare dalle consorelle del Monastero di Santa Rellina, a non farvi pungere da un calaBBrone, ferire da uno scUOiattolo o a non ubriacarvi insieme a un coccoBrillo, oppure a non farvi abbindolare dal Grande Mago Epitaffio e dalle sue pillole di saggezza… Non solo: vi aiuterà anche a cercare – e trovare – qualcosa di molto importante anche per voi…
Cliccate sull’immagine qui a fianco per saperne di più del libro, oppure sul volantino qui sopra per visitare il sito web di Pagine al Sole 2012.
Insomma, venite a Cuggiono! Sabato 23, alle ore 17.30 soprattutto ma anche dopo, e pure domenica 24! E non dimenticate: chi cercasi, trovasi!

Russell Chapman: l’attimo in cui forza e grazia sono una cosa sola

Fotografare significa creare un’esperienza che racchiuda non solo quanto si vede in uno specifico momento, ma anche ciò che si prova. Quando pensiamo al passato, i nostri ricordi non sono come un film trasmesso nella nostra mente. Sono piuttosto dei fermi-immagine nei quali riconosciamo forme e figure ma che che coinvolgono anche gli altri sensi. Tutto questo è fotografia: ricreare non solo il visivo ma anche l’emozionale ed il sensuale che si rifletteranno poi nella mente dello spettatore.

Nelle sue opere fotografiche, Russell Chapman compie un piccolo prodigio: riesce a fissare quel minimo e fuggente attimo nel quale la forza intensa e la grazia sublime insiti in certa gestualità umana – elementi quasi sempre separati e antitetici – si incrociano, si sovrappongono e si giungono insieme. Ciò che ne esce è energia, pura energia e di carica assolutamente positiva, come lo è (soprattutto, forse solamente) quella che un’autentica esplosione di vita può generare. Al di là della bellezza e dell’armonia estetica delle immagini, si ha l’impressione, osservandole, che veramente Chapman abbia saputo cogliere quel singolo attimo, quell’istante effimero tanto quanto meraviglioso che rende il soggetto ritratto, umano, qualcosa di quasi trascendente dalla sua umana natura: una creatura per certi versi metafisica.

Ho avuto la fortuna di conoscere Russell Chapman durante la scorsa AAF 2012, a Milano. Persona non solo squisita e simpatica, ma anche pregna di passione e di entusiasmo quasi “giocoso” per il suo lavoro artistico.
Credo che anche voi, conoscendolo pur solo virtualmente attraverso il suo blog personale o con il tramite della galleria Acquestarte di Ascona, con la quale lavora, condividerete queste mie impressioni…