Sherwood Anderson, “Molti matrimoni”

cop_molti-matrimoniSe qualcuno vi chiedesse di citare uno o più grandi nomi della letteratura americana del primo Novecento, credo che il nome di Sherwood Anderson difficilmente vi verrebbe di facile indicazione, a meno di una conoscenza diretta per motivi specifici. Eppure, c’è chi mise lo scrittore dell’Ohio addirittura sullo stesso piano letterario di James Joyce – lui sì, riconosciuto pilastro della letteratura del periodo: “Oggi (la citazione è del 1923), il mondo della cultura è più unito: negli ultimi cinque anni abbiamo visto consolidarsi il successo di due uomini di prima classe, James Joyce e Sherwood Anderson”. E chi scrisse ciò non fu certo uno sprovveduto in tema di cose letterarie, ma un altro pilastro della scrittura, non solo americana: Francis Scott Fitzgerald, che onorò di una personale recensione Molti matrimoni (Robin Edizioni 2011, traduzione di Alessandro di Blasi; orig. Many marriages, 1945), definendolo tra i migliori romanzi mai scritti da Anderson – in verità più apprezzato come autore di racconti.
Devo però subito notare una cosa: definire Molti matrimoni “romanzo” è non poco forzato, per come la sua trama delle 230 e rotte pagine dell’edizione Robin ne occupi non più di una decina…

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Mark Twain, “Storia di doppi e doppiette”

cop_Storia-di-doppi-e-doppietteErnest Hemingway, che non abbisogna certo di presentazioni e il quale di letteratura americana è indubbio che fosse un profondo conoscitore, disse di Samuel Langhorne Clemens, universalmente noto come Mark Twain: “Tutta la letteratura americana moderna statunitense viene da un libro di Mark Twain, Huckleberry Finn.” A me verrebbe da spingermi ancora oltre, affermando che Twain fu uno scrittore fondamentale per l’intera letteratura mondiale del Novecento, per come seppe rendere intrisa di innumerevoli e fortissime peculiarità letterarie l’intera sua produzione, dai più brevi racconti fino ai celeberrimi romanzi. Del suo stile inimitabile, creativo, frizzante, sagace, sovente ribollente e caustico e sempre affascinante è ottimo esempio Storia di doppi e doppiette (Robin Edizioni 2008, 1a ediz. Biblioteca del Vascello 1992, a (ottima!) cura di Salvatore Marano: orig. A Double-Barrelled Detective Story, 1902), sorta di racconto lungo – o romanzo breve – che fu tra le ultime opere “compiute” del grande scrittore americano, in un periodo della sua vita – gli ultimi 10/12 anni, appunto – contraddistinto da momenti di profonda depressione, causata anche dal dissesto delle finanze personali dovuto ad alcune iniziative editoriale intraprese e rivelatesi fallimentari. Nonostante tali problemi, Storia di doppi e doppiette dimostra però benissimo l’assoluta lucidità e vivacità intellettuale e creativa che Twain mantenne pure in quegli ultimi anni, costruendo una storia particolarissima, ricca di sorprese, di improvvise giravolte narrative, di teatrali colpi di scena…

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Edgar A. Poe, “Il Diavolo schizzinoso – I racconti umoristici del maestro dell’orrore”

La Robin Edizioni, una piccola casa editrice a tutti gli effetti, compie un lavoro che sovente le omologhe più grosse non fanno per mera “cassa”, ovvero per seguire (chissà quali) strategie di mercato volte a guadagnare il più possibile sfruttando quanto più possibile i nomi classici della letteratura mondiale ma con il minimo sforzo, cioè con la pubblicazione dei titoli più celebri e più facilmente vendibili per fama, appunto.
Ad esempio (cascante a fagiolo, ça va sans dire), Edgar A. Poe – con la “A” di Allan puntata, come egli stesso si firmava – è da tutti gli appassionati di letteratura conosciuto come uno dei maestri dell’horror e del mistero; ma quanti sanno che fu pure uno dei primissimi precursori della letteratura umoristica moderna, madre di quella contemporanea – dallo scrivente parecchio amata, per inciso?…

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