Tra i vari eventi dedicati al cinema indipendente che si svolgono in Italia, alcuni di indubbio livello, a mio parere uno dei migliori è il Film Festival della Lessinia, capace come pochi altri di dare spazio a opere filmiche che narrano storie, nel senso più alto e pieno di tale “definizione” e con la forza che altrimenti solo le grandi narrazioni letterarie sanno dimostrare, in un’epoca nella quale buona parte della produzione cinematografica di più ampia diffusione si è ridotta a fare mero show, intrattenimento da pancia e non da intelletto. Esattamente come è accaduto in letteratura, d’altronde.
Il FFdL è, in Italia, l’unico concorso cinematografico internazionale esclusivamente dedicato a cortometraggi, documentari, lungometraggi e film di animazione sulla vita, la storia e le tradizioni in montagna. Nato nel 1995 su iniziativa dell’associazione Cimbri della Lessinia come rassegna videografica dedicata alle montagne veronesi, il Film Festival ha col tempo allargato il suo interesse alle montagne di tutto il mondo e non solo ad esse, escludendo per regolamento le opere dedicate allo sport e all’alpinismo vero e proprio.
Dall’edizione di quest’anno vorrei segnalarvi, tra quelle premiate, due narrazioni cinematografiche di diversa forma e sostanza ma, entrambi, di grande suggestione e bellezza.
Una è Søsken til evig tid (Fratelli per sempre, 2013) del regista norvegese Frode Fimland, il quale racconta la storia dei settantenni Magnar e Oddny, fratello e sorella che vivono serenamente tra le montagne norvegesi, accudendo il proprio bestiame, ignari e volutamente distanti dal fermento delle città nordiche. Dalla loro quotidianità traspare un senso di profonda gioia e armonia, che li porta a prendersi amorevolmente cura l’uno dell’altra con gli stessi gesti attenti e affettuosi con i quali accudiscono e coccolano i loro animali. Le loro giornate sono scandite da gesti consueti, interrotti da saltuarie visite in paese o dalla visita di lontani parenti da oltre oceano che non sconvolgerà per nulla le loro consuetudini. QUI altre informazioni sull’opera.
(Siblings are forever from Frode Fimland on Vimeo).
L’altra è il corto animato Vigia (2013), dello svizzero Marcel Barelli, che basa la propria narrazione su una insolita e suggestiva domanda: e se le api, per sfuggire allo sterminio che stanno soffrendo a causa del feroce inquinamento, trovassero un rifugio e del prelibato nettare in alta montagna, al riparo da insetticidi e da fumi tossici? Da qui nasce la storia di una piccola ape il cui viaggio in montagna è ispirato dalla fiaba di un nonno, un racconto animato che affronta, con leggerezza e ironia, il gravoso tema dell’inquinamento ambientale e della conseguente moria degli insetti pronubi, indispensabili alla vita di tutti. QUI altre informazioni sull’opera.
Entrambe meritano senza dubbio di essere viste, se mai ne avrete l’occasione in qualche evento pubblico oppure per merito di un gestore di sala di proiezione particolarmente illuminato – sperando che nel frattempo non si estinguano del tutto, queste sale, soffocate dall’avanzata dei multisala da consumismo (pseudo)cinematografico sfrenato. Esattamente come sta accadendo con le librerie indipendenti, d’altronde.