Gli onnivori e i vegani

Scusate, ma – senza voler innescare sterilissime polemiche, e posta la libertà assoluta di chiunque di scegliere per sé stesso ciò che preferisce – se un ristorante “ordinario” deve giustamente poter offrire delle pietanze vegane ai clienti vi si rechino e ne facciano richiesta, perché un ristorante vegano non deve poter fare altrimenti? Insomma, se vado a mangiare in compagnia di amici in un ristorante di mia scelta, e uno di questi amici è vegano, trovo giusto e apprezzabile che anch’egli possa mangiare qualcosa di suo gradimento, è un suo sacrosanto diritto; e se io vado con altri amici in un ristorante vegano e mi voglio mangiare una bella tagliata* dacché nulla del menu ivi presente mi piace, o semplicemente perché è un mio sacrosanto diritto mangiare in un modo che ritengo soddisfacente?

Non so… sbaglierò, ma a me pare una situazione del tutto squilibrata, ecco.

*: di animale da allevamento rigorosamente etico –  cosa sempre e comunque fondamentale, questa.

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12 pensieri su “Gli onnivori e i vegani”

    1. Beh, o come chiedere un Sabzi Khordan a una trattoria di Trastevere! Infatti nessuno potrebbe pretendere ciò, mentre la questione che metto in evidenza nell’articolo è diversa: non è il pretendere ciò che non può essere preteso, semmai è il pretendere di non poter pretendere in modo reciproco. Ecco, non so se mi spiego. 😉 🙂

  1. Comprendo che le persone che hanno la sfortuna di soffrire di più o meno gravi patologie e/o intolleranze alimentari e che giustamente rivendicano il diritto di poter accedere a ristoranti seri (quelli che non ne fanno solo una questione di business) che gli permettono di partecipare come e con gli altri gli altri a convivi, colazioni di lavoro, etc. , godendosi il diritto di potersi alimentare nelle trasferte di lavoro, per sfizio e per altro senza alcuna discriminazione. Diversa è l’esigenza di chi va in piscina e pretende di giocare a pallone non in acqua ma su un campo preposto al gioco del calcio … se poi è possibile ben venga.

    1. No no, io voglio la tagliata! Quando la rivendicazione di un proprio diritto lede il diritto altrui, diventa una prepotenza e una prevaricazione. Non è in discussione la libertà di scelta, peraltro condivisibile sotto molti aspetti, ma la disparità intransigente.

      1. In Emilia ho visto questo cartello: Corsi di recupero per vegani. Ecco, io un po’ sono d’accordo. A parte le battute, lo trovo un atteggiamento superficiale e supponente. Non in tutti, ovviamente, c’è chi ha idee chiare, etica e visione generale, ma molti avrebbero proprio bisogno di un corsetto

      2. Sì, l’ho visto anche altrove quel divertente cartello, solitamente appeso fuori a macellerie o a trattorie specializzate in selvaggina o cose simili… 😀 😀 😀 Ma, scherzi a parte, ribadisco: ognuno è libero di fare e scegliere per sé ciò che vuole, finché non lede lo stesso diritto altrui di libertà e di scelta. Tu guarda i respiriani: mica rompono le scatole agli altri, loro. Beh, certo, anche perché dopo qualche giorno di dieta respiriana sono morti stecchiti, ma tant’é. 😀 😉

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