150 anni fa, il “Tricolore di Oliosi”

L'episodio della difesa della bandiera tricolore ad Oliosi durante la battaglia di Custoza, in una stampa dell'epoca.
L’episodio della difesa della bandiera tricolore ad Oliosi durante la battaglia di Custoza, in una stampa dell’epoca.

2 giugno, festa della Repubblica Italiananel bene e nel male, già. Ed è l’anno 2016, dunque sono trascorsi 150 anni da un episodio certamente poco noto al grande pubblico ma alquanto significativo di uno spirito nazionale (e di un’epoca, senza dubbio) sul quale tuttavia oggi è francamente pleonastico discutere, per molti motivi. A quel tempo, fatta da pochissimo l’Italia, c’era ancora qualche possibilità di fare gli italiani, ma pare che in questo secolo e mezzo tale possibilità non sia stata granché considerata, da quelli di dovere e dalla maggioranza degli altri.

Comunque: qualcuno ricorderà, da vaghissime reminescenze scolastiche, che il 24 giugno 1866 fu il giorno della battaglia di Custoza, svoltasi nella terza guerra d’Indipendenza. È nell’ambito di questo scontro che si colloca l’episodio in questione, a Oliosi – piccolo borgo rurale oggi frazione del comune di Castelnuovo del Garda. Quella mattina la Brigata Forlì, costituita dal 43° e 44° Reggimento Fanteria, si stava dirigendo verso Castelnuovo quando fu assalita e scompaginata da una carica della cavalleria leggera austriaca, gli Ulani. Un gruppo di ufficiali, sottoufficiali e soldati del 44°, ai comandi del capitano Baroncelli – ufficiale in grado più anziano del gruppo – occuparono casa Benati a Oliosi, resistendo per alcune ore, finché il fuoco avversario incendiò la casa. Prima di arrendersi, e per impedirne l’onta della consegna al nemico, divisero il drappo della bandiera del 44° in strisce verticali, probabilmente tredici, che gli ufficiali nascosero nelle proprie giubbe e custodirono durante la prigionia ad Agram, l’odierna Zagabria. Al termine della guerra il drappo fu ricomposto con gli undici pezzi (dei tredici) ritrovati e la bandiera riconsegnata al 44° Reggimento durante una solenne cerimonia in piazza San Marco a Venezia, il 25 ottobre 1866. Da quel giorno, tale storica bandiera è conosciuta come il Tricolore di Oliosi.

Ecco. Ora: si potrà dire che non sia proprio più il caso di fare gli “eroi” per una bandiera, o pure che non sia il caso di fare gli eroi tout court dacché sfortunata è la terra (e il suo popolo) che ne ha bisogno… D’altro canto, di ‘sti tempi, non pochi sarebbero gli “italiani” che non saprebbero mettere nel giusto ordine i colori della bandiera nazionale. Per questo, mi pare, l’episodio di Oliosi è oggi così significativo. Nel bene e nel male, appunto.

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