Vi sono parecchi artisti contemporanei che si fanno ispirare dalla letteratura, prendendo spunto da opere più o meno famose per ricavarne elementi creativi per i propri lavori. Tra di essi, Jim Kazanjian fa qualcosa di più, o forse di meno: resta assolutamente in ambito letterario – e qual ambito, visto che uno dei suoi riferimenti fondamentali è l’inimitabile H.P.Lovecraft! Da quell’ambito e dai suoi riferimenti non esce affatto, appunto, anzi li (ri)crea, rendendo visibili e tangibili paesaggi, scenari, vedute e frammenti di mondi impossibili, e non solo perché romanzeschi e/o romanzati. In più, crea le sue opere (che sono collages di 50/70 fotografie del secolo scorso, le quali necessitano poi di un lavoro di scelta e composizione di almeno 3 mesi!) usando pezzi di fotografie trovate negli archivi della Library of Congress, così legando le visioni generate alla realtà ordinaria (o quasi) in modo tanto bizzarro e inopinato quanto sconcertante e affascinante, donando loro pure un quid di spessore storico e, per così dire, antropologico.
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Molto interessante e, a volte, vorrei anche io vivere in un terribile maniero.
Ciao, Gianni!
ma intendi dire che ci vorresti vivere da signore, d’un tale terribile maniero? o.O
Beh, in tal caso, siamo amici, vero? 😀
Certo, ovviamente con le schiere mie! 😀
🙂 (Fiuuuuu!)
A me ricorda questo: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/c/cc/Howl's_Moving_Castle_Bluray_snapshot.png
e lo trovo molto affascinante.
Buongiorno Faby! 🙂
Hai ragione, viene facilmente da pensare a Miyazaki, inevitabilmente forse. E credo che in effetti c’abbia pensato anche Kazanjian…
Un’apoteosi steampunk, che come te trovo del tutto affascinante e “sublime” – in senso kantiano!
Grazie della tua citazione howliana! 🙂
🙂 🙂 🙂