I giornali? La cosa più inutile… (Friedrich Dürrenmatt dixit #1)

durrenmatt_friedrich_caricaturaI giornali sono la cosa più inutile che sia stata inventata negli ultimi duemila anni.
(Friedrich Dürrenmatt, Il giudice e il suo boia, Feltrinelli, Milano, 2004, pag.9)

…E oggi, nell’era dell’informazione libera sul web, ancora di più. Ma Dürrenmatt affermò quanto sopra in un romanzo uscito nel 1952; chissà cosa sosterrebbe ora, il grande scrittore svizzero, dopo altri settanta e più anni di inutilità che ci è toccato (spesso per imposizione forzata) di subire…

4 pensieri riguardo “I giornali? La cosa più inutile… (Friedrich Dürrenmatt dixit #1)”

  1. Mi spiace..non so da quale base sia partito ma i giornali hanno avuto una straordinaria importanza…
    Milioni di persone han potuto informarsi e formarsi uno spirito critico su ciò che succedeva nel mondo.
    In assenza di internet…

    Ora non so…ma ben vengano sempre “tanti voci” diverse che aiutino a formare pensieri condivisibili o meno.
    Il giornale era la notizia. In generale venivano riportati i fatti nudi e crudi e poco c’era del pensiero del giornalista.
    Ora, a mio avviso, c’è più il pensiero del giornalista che altro…e poi le notizie…te le raccomando: Gossip.

    Bisogna saper valutare il giornale; saper capire se il Giornalista che vi scrive sia serio, capace ed ….obiettivo; è chiaro.

    buona giornata
    .marta

    1. Buongiorno, Marta! 🙂
      Sicuramente il buon Dürrenmatt ha messo parecchia provocazione in quella frase. Fai conto che è tratta da un romanzo uscito nel 1952 ma ambientato qualche anno prima, quando l’aria era ancora contaminata dai veleni ideologici della 2a Guerra Mondiale, i quali sicuramente giunsero pure in Svizzera, anche se meno intensi che altrove. Io ho voluto appunto cogliere tale spirito provocatorio, riportandolo alla situazione attuale che vede troppi giornali fare gossip, esattamente come dici tu, e non più autentica informazione. E non sto dicendo che non ci voglia o non serva pure il gossip, ma di sicuro l’obiettività narrazione delle realtà dei fatti è ben altra cosa. Di giornali buoni ce ne sono ancora, senza dubbio; ma la tendenza a non dare più notizie ma fare soltanto opinione di tanti altri, mi sembra piuttosto preoccupante – soprattutto per la consapevolezza civica di noi cittadini, che anche grazie alla lettura dei giornali la dovremmo maturare e accrescere.
      Grazie ancora di cuore, Marta! Ti auguro una buonissima giornata!

  2. Concordo Marta, anche perché sarebbe come se al tempo della nascita dei promi giornali, avessero discusso sull’utilità delle scritture rupestri. I giornali sono solo un tramite, un veicolo. Sono i contenuti che cambiano di valore e qualità nel tempo, spesso seguendo il valore e la qualià della società che descrivono, interpretano o manipolano.

    1. Buongiorno Ettore! Innanzi tutto piacere di conoscerti, e grazie per il tuo commento.
      Come scrivevo a Marta, ho interpretato nel passaggio del romanzo di Dürrenmatt l’elemento di provocazione. Posto ciò, è vero ciò che dici: i giornali potranno pure essere inutili, ma se non li avessero inventati saremmo qui a discutere su quanto sarebbero stati invece utili. E concordo anche su quanto affermi circa il correlato cambiamento di società e giornali che la descrivono; mi chiedo tuttavia se alcuni di questi cambiamenti, intendo quelli di valore maggiormente negativo, non siano stati a volte indotti da certa stampa che, ad un tratto, ha perso di vista il proprio fine primario culturale e sociale preferendo non più descrivere la realtà ma “giocare” con essa al fine di trarne visioni e (presunte) verità non più così obiettive, e ciò per “reso servizio” a qualche potere/potente. Un autentico esercizio di manipolazione, come giustamente dici tu.
      Ovvio, è una domanda retorica. Appunto per questo ho voluto citare quel passaggio di Dürrenmatt: per porre in evidenza tale stortura – la quale senza dubbio non è solo italiana…
      Grazie ancora per il tuo commento!

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