[Foto di Noel Bauza da Pixabay.]Di recente ho dedicato un paio di articoli (qui e qui; ne arriveranno altri, a breve) all’uso e abuso nel vocabolario turistico di certe parole, formule e definizioni, al punto che spesso il loro significato sta perdendo ormai senso e credibilità.
In altri casi però il problema è l’opposto: trovare parole e definizioni di senso valido e compiuto con cui indicare distintamente circostanze che fanno ormai parte della realtà corrente. In effetti anch’io qualche volta mi trovo in difficoltà, al proposito.
Ecco, per questo chiedo il vostro parere (è una specie di “sondaggio”, già) e vi sottopongo il seguente quesito: quale può essere la miglior definizione per indicare la frequentazione turistica di segno diverso se non opposto al turismo di massa, quello che sovente diventa iperturismo/overtourism?
«Turismo sostenibile» come si usa spesso, forse troppo? «Lento»? «Green»? Oppure «consapevole», «responsabile», «esperienziale», «ecoturismo»… o quali eventuali altre proposte avete al riguardo?
Grazie di cuore per le risposte che vorrete manifestare e, magari, motivare!
Ripensare il turismo invernale nelle Alpi, in particolar modo nelle località sciistiche i cui comprensori non vadano oltre i 2000 metri di quota, è una strategia ormai ineludibile vista la realtà di fatto di quei territori, non solo dal punto di vista climatico e ambientale. D’altro canto è comprensibile che tale ripensamento risulti ostico da attuare, nella forma e nella sostanza, in località che per decenni si sono basate su un turismo monoculturale dominante come quello dello sci e che per questo hanno messo da parte, se non perso, strumenti e culture atte a promuovere la transizione ricavandone risultati proficui per le comunità residenti.
A tale riguardo il Consorzio TranStat, finanziato dalla UE attraverso il programma Interreg Alpine Space e che comprende numerosi soggetti istituzionali, accademici e scientifici che operano in vari modo nell’ambito montano (per l’Italia ci sono l’Università degli Studi di Milano con il Polo Unimont/Università della Montagna di Edolo e Regione Lombardia[1]), di recente ha pubblicato un documento di indirizzo dal titolo “Ripensare il turismo invernale nelle Alpi. La posizione del consorzio TranStat sulla transizione delle destinazioni montane alpine”, che sintetizza i principali risultati dei lavori del Consorzio e le relative raccomandazioni politiche per una transizione sostenibile del turismo invernale alpino. Il documento fornisce indicazioni concrete per i decisori politici a livello europeo, alpino e nazionale, con l’obiettivo di supportare le località montane nell’adattamento ai cambiamenti climatici, promuovendo al contempo la diversificazione economica, la coesione sociale e la resilienza ambientale.
Di seguito le principali azioni indicate nel documento TranStat:
A livello europeo, il Consorzio sollecita un riconoscimento più forte e coerente delle aree montane all’interno delle politiche dell’UE e propone lo sviluppo di un Patto Europeo per le Montagne dopo il 2027, al fine di garantire un sostegno dedicato ai territori montani in transizione.
A livello regionale alpino, propone l’istituzionalizzazione di meccanismi di pianificazione partecipativa che coinvolgano le comunità locali, il rafforzamento della formazione e dell’istruzione professionale per sviluppare competenze di transizione, l’integrazione delle politiche di turismo, mobilità, uso del suolo e ambiente in un approccio unitario e, infine, la creazione di un Tavolo Permanente di Transizione Alpina sotto l’egida di EUSALP.
A livello nazionale, il documento raccomanda di rafforzare la governance e le capacità tecniche dei piccoli comuni, di includere l’adattamento climatico e la prevenzione del rischio nelle politiche turistiche e di promuovere economie montane più diversificate e sostenibili, sostenute da istruzione e innovazione.
Nel complesso, il documento di indirizzo rappresenta uno sforzo collettivo per ripensare il futuro del turismo invernale nelle Alpi. Costituisce un passo concreto dal livello della ricerca a quello dell’azione: un impegno condiviso da tutti gli enti coinvolti dal Progetto TranStat e dai suoi partner per garantire che le regioni alpine diventino luoghi più resilienti, inclusivi e sostenibili in cui vivere, lavorare e da visitare, di fronte ai rapidi cambiamenti climatici ed economici.
È un documento di grande importanza che con altrettanta lucidità indica le azioni fondamentali attraverso le quali le suddette località montane ormai destinate a diventare nei prossimi anni ex sciistiche possono avviare la necessaria transizione verso un’era turistica ben più consona alla realtà attuale e futura, sostenibile per i territori e l’ambiente nonché efficace e vantaggiosa in primis per le comunità residenti in essi.
[Foto Ansa, fonte www.3bmeteo.com.]È un documento così chiaro, esemplare e sensato che, temo, la gran parte delle autorità politiche italiane deputate al governo dei territori montani ne faranno lettera morta, continuando a perseguire e supportare pervicacemente le iniziative turistiche monoculturali legate allo sci più fallimentari e deleterie per quei territori di media-bassa quota, con il rischio di condannarli non più solo ad un lento e inesorabile oblio ma a una rapida e definitiva decadenza economica, sociale e culturale.
Ma, ovviamente, mi auguro di tutto cuore di sbagliare e di potermi ricredere al più presto. Nel frattempo vi invito caldamente a scaricare (qui) il documento TranStat, a leggerlo e a meditarne i contenuti, in particolar modo se siete abitanti dei territori montani e delle località sciistiche verso le quali il documento si rivolge.
Potete seguire le azioni e le iniziative del Consorzio TranStat da questa pagina del sito dell’Unimont di Edolo.
[1] Immagino di sapere cosa state pensando riguardo alla presenza nel Consorzio di Regione Lombardia: sono le stesse cose che probabilmente penso io.