Douglas Adams, “Addio, e grazie per tutto il pesce” (Mondadori)

Quarto “capitolo” della più folle saga fantascientifica che la letteratura possa vantare (dopo la celeberrima Guida Galattica per Autostoppisti e i seguenti Ristorante al termine dell’Universo e La Vita, l’Universo e tutto quanto – guardate qui i post relativi sul blog) e per la quale lo scrivente ha eletto Douglas Adams al rango di maestro del più geniale, raffinato e irresistibile humor, Addio, e grazie per tutto il pesce (sempre Mondadori, con traduzione di Laura Serra) rappresenta in realtà una certa digressione al di fuori della incredibile rotta cosmica percorsa dalla serie, come una sorta di “parentesi” aperta dall’autore nel mezzo del bizzarro fluire degli eventi vissuti dai vari protagonisti della saga – la quale peraltro, come già rimarcato, ha la caratteristica di calmarsi lungo i capitoli successivi al primo, insuperabile come vulcanicità narrativa…

Leggete la recensione completa di Addio, e grazie per tutto il pesce cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Douglas Adams, “Guida Galattica per gli Autostoppisti”

Da un sacco di tempo “incappavo”, più o meno incidentalmente, in questo titolo, Guida galattica per gli Autostoppisti, sapendo solo vagamente di che razza di libro fosse, e dunque, inevitabilmente, mi sono deciso ad affrontarne la lettura di quest’opera che, nei paesi anglosassoni, è un vero e proprio cult, dotata di fama impressionante e incredibile influenza sulle più svariate cose (dai dischi dei Radiohead fino ai computer della IBM!)…
Beh, dunque… Opera di fantascienza umoristica – si dice una delle prime di questo particolare filone… In verità, Guida galattica… è un libro di quelli che, a mio parere, o si ama sfrenatamente o si odia e si rigetta: folle, surreale, strampalato, irriverente, intessuto di tipico humor inglese – anzi, molto spesso tipicamente montypythoniano

Leggete la recensione completa di Guida galattica per autostoppisti cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

Il podcast della puntata #8 di RADIO THULE 2011/2012

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #8 di RADIO THULE 2011/2012 di lunedì 30 Gennaio 2012, intitolata E ora, qualcosa di completamente diverso, e dedicata alla nascita, storia, scienza, conoscenza, filosofia e follia dei Monty Python, il più grande e rivoluzionario ensemble comico di sempre!

Cliccate sulla radio qui accanto per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.
Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 13 Febbraio 2012! Non mancate, mi raccomando, e per ora… Buon ascolto!

RADIO THULE #8-11/12, lunedì 30 Gennaio, ore 21, live su RCI Radio!

Lunedì 30/01, ore 21.00, live su RCI Radio e in streaming:
RADIO THULE, anno VIII, puntata #8:
E ora, qualcosa di completamente differente
Ovvero: nascita, storia, scienza, conoscenza, filosofia e follia dei Monty Python, il più grande e rivoluzionario ensemble comico di sempre!
Perché a chi non li conosce, una risata lo seppellirà!

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI. E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: stay tuned!

Monty Python, l’autobiografia

La buonanima di George Harrison diceva che i Monty Python avevano ereditato lo spirito dei Beatles. Dopotutto, i Python si erano formati alla fine del 1969, proprio quando i Favolosi Quattro stavano diventando quattro singoli individui altrettanto favolosi. Entrambi erano gruppi composti da uomini che in breve tempo avevano prodotto – ciascuno nel proprio campo, che fosse la musica o la comicità – materiale straordinario e ineguagliabile. E naturalmente entrambi – ciascuno a modo suo – avevano cambiato il mondo. Forse George ci aveva visto giusto (Bob McCabe). Nel 1969, sei gentiluomini inglesi (in realtà c’erano due infiltrati, un gallese e un americano), uniscono le forze per creare un programma televisivo su un agente teatrale senza scrupoli, inaffidabile e viscido: Monty Python. Il team, in breve tempo, rivoluziona il mondo della comicità con gag surreali e un umorismo che sfida con classe la morale dell’epoca. I Python sono cool, eccentrici, visionari, assolutamente necessari. Tanto da essere definiti gli eredi dello spirito dei Beatles.. ”.

I Monty Python sono una parte, e nemmeno così piccola, della civiltà contemporanea. Anzi, mi sbilancio, dirò di più: a mio parere lo spirito di quanto hanno saputo fare, seppur con fini comici, lo si può per molti versi paragonare a quello insito nel pensiero di alcuni grandi filosofi del passato. Anche per come la risata può ben essere l’arma migliore che noi si possa avere a disposizione per sprofondare dentro tante delle cose che ci circondano, analizzandone come nessun altra cosa saprebbe meglio fare.
Per questo – sempre dal mio punto di vista – chi li ignora è in parte tagliato fuori dalla realtà. Oltre che essere più triste di quanto non potrebbe essere, altrimenti…

L’autobiografia dei Monty Python è pubblicata in Italia da Sagoma Editore. Cliccate sull’immagine per avere ogni ulteriore dettaglio al proposito.