Nevica! Dunque ci vediamo sì al BUK 2012, ma il 4 Marzo!

Come forse avrete già letto/sentito, a causa delle avverse condizioni meteo la 5a edizione di BUK, una delle migliori fiere italiane dedicate alla piccola e media editoria, si svolgerà non più il 4 e 5 Febbraio ma il 3 e il 4 Marzo 2012, sempre nella consueta sede del Foro Boario di Modena.
Diversa data, dunque, si spera una meteo migliore, ma nel concreto nulla cambia: Domenica 4 Marzo sarò presente anch’io in fiera, presso lo stand di Senso Inverso Edizioni, ovviamente con il mio ultimo romanzo Cercasi la mia ragazza disperatamente
BUK è una manifestazione ideata per favorire la diffusione della piccola e media editoria, dando visibilità alle oltre 100 case editrici che presentano la loro ricca offerta culturale. Sempre più festival letterario, BUK ha conosciuto nelle edizioni passate un grande successo di pubblico (10.000 visitatori nel 2008, 12.500 nel 2009, 15.000 nel 2010, 20.000 nell’ultima edizione del febbraio 2011 sempre a ingresso libero) che ha consentito un’articolazione del programma che si avvarrà della presenza di grandi ospiti e di molte iniziative collaterali: conferenze e dibattiti sui grandi temi dell’attualità, reading e atélier letterari creativi, incontri con autori e personalità della cultura ma anche eventi musicali e spettacoli dal vivo.
Cliccate sull’immagine del logo di BUK per avere ogni informazione utile sulla fiera e per sapere nel dettaglio come visitarla.

Dunque vi aspetto numerosi per incontrarvi/ci allo stand di Senso Inverso Edizioni a BUK, il 4 Marzo – e ribadisco ancora: Marzo, non Febbraio, eh! Ricchi premi e cotillon (?!) a chiunque passerà a trovarci!

Sabato 4 e (soprattutto!) Domenica 5 Febbraio: tutti al BUK 2012!

Il 4 e il 5 Febbraio prossimi si svolgerà nella consueta sede del Foro Boario di Modena la 5a edizione di BUK, una delle migliori fiere italiane dedicate alla piccola e media editoria.
Domenica 5 sarò presente anch’io in fiera, presso lo stand di Senso Inverso Edizioni, ovviamente con il mio ultimo romanzo Cercasi la mia ragazza disperatamente
BUK è una manifestazione ideata per favorire la diffusione della piccola e media editoria, dando visibilità alle oltre 100 case editrici che presentano la loro ricca offerta culturale. Sempre più festival letterario, BUK ha conosciuto nelle edizioni passate un grande successo di pubblico (10.000 visitatori nel 2008, 12.500 nel 2009, 15.000 nel 2010, 20.000 nell’ultima edizione del febbraio 2011 sempre a ingresso libero) che ha consentito un’articolazione del programma che si avvarrà della presenza di grandi ospiti e di molte iniziative collaterali: conferenze e dibattiti sui grandi temi dell’attualità, reading e atélier letterari creativi, incontri con autori e personalità della cultura ma anche eventi musicali e spettacoli dal vivo.
Cliccate sull’immagine del logo di BUK per avere ogni informazione utile sulla fiera e per sapere nel dettaglio come visitarla.

Dunque vi aspetto numerosi per incontrarvi/ci allo stand di Senso Inverso Edizioni a BUK, il 5 Febbraio. Ricchi premi e cotillon (?!) a chiunque passerà a trovarci!

Edgar A. Poe, “Il Diavolo schizzinoso – I racconti umoristici del maestro dell’orrore”

La Robin Edizioni, una piccola casa editrice a tutti gli effetti, compie un lavoro che sovente le omologhe più grosse non fanno per mera “cassa”, ovvero per seguire (chissà quali) strategie di mercato volte a guadagnare il più possibile sfruttando quanto più possibile i nomi classici della letteratura mondiale ma con il minimo sforzo, cioè con la pubblicazione dei titoli più celebri e più facilmente vendibili per fama, appunto.
Ad esempio (cascante a fagiolo, ça va sans dire), Edgar A. Poe – con la “A” di Allan puntata, come egli stesso si firmava – è da tutti gli appassionati di letteratura conosciuto come uno dei maestri dell’horror e del mistero; ma quanti sanno che fu pure uno dei primissimi precursori della letteratura umoristica moderna, madre di quella contemporanea – dallo scrivente parecchio amata, per inciso?…

Leggete la recensione completa di Il Diavolo schizzinoso – I racconti umoristici del maestro dell’orrore cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

Quando scrivevano cani e porci… (Vado a fare il boscaiolo, va’!)

Già lo scrivevo, tempo fa, che qui ormai scrivono cani e porci, ma la reiterata frequentazione del mondo letterario italiano mi fa’ ritenere che tale processo in corso non sia solo irreversibile ma pure in sì rapida e degenerante mutazione, tanto da decidere di certificarlo sperimentalmente, ‘sto processo.
Ho preso un cane e un porco, e li ho messi davanti a vari ausili per la scrittura: dalla lavagna col gessetto al foglio bianco con penna, al pc con tastiera finanche al tablet con software di scrittura a comando vocale. Il cane ha annusato il tutto e si è rimesso a giocare con la propria palla di gomma; il porco ha girellato intorno a quelle cose, poi s’è mangiato il gessetto e ha calpestato il tablet, andandosene poi attratto da una pozza d’acqua fangosa.

Uno scarabeo stercoraro mentre si appresta a scrivere un romanzo
E’ palese: a quanto pare nemmeno quei due mammiferi s’abbassano più a praticare la scrittura letteraria, evidentemente sdegnosi di far altrimenti parte della relativa categoria professionale – se tale la si può definire, ovviamente.
Ergo, proporrei una variazione del suddetto motteggio, sostituendo i cani e i porci con altri esponenti del mondo animale di più abietta (con tutto il rispetto) specie – ad esempio, non so, lo scarabeo stercoraro e il lombrico sipunculoide, ecco.
Nel frattempo, mi reco a comprare una bella motosega. Massì, di questo passo ambisco sempre più ad andare a fare il boscaiolo nelle vaste e disabitate foreste della Lapponia finlandese. Quanto meno, in tal modo, eviterò di essere incluso nella suddetta e derelitta categoria professionale, e farò del potenziale bene alla letteratura (carta per libri, dagli alberi tagliati e opportunamente rimpiazzati) ben più che tanti esponentipresunti tali, in gran parte – della stessa.

P.S.: sia chiaro, io la categoria in questione la vorrei comunque difendere, facendone parte (e infatti quanto sopra affermato può ben valere anche per lo scrivente!) così come difendo la libertà di chiunque di scrivere qualsivoglia cosa, ma praticando tale difesa a volte mi sento un po’ come un ufficiale di bordo del Titanic che, vedendo avvicinarsi l’enorme e celeberrimo iceberg, dica ai passeggeri che preoccupati gli chiedano informazioni: quel coso di ghiaccio? Macché, non farà nemmeno il solletico alla nave!