A Cortina d’Ampezzo serve veramente un aeroporto come sostiene la Ministra del Turismo in carica?

Ad ogni buona occasione che le viene data, quando si parla di Cortina d’Ampezzo – e inutile dire che con le Olimpiadi di mezzo lo si è fatto e si farà ancora molto – la pittoresca Ministra del Turismo italiana in carica non esita a rilanciare l’idea (di recente qui, ad esempio; ne ho scritto anche nelle MONTAG/NEWS) di ripristinarvi l’aeroporto:

Se vogliamo essere competitivi come St. Moritz o Courchevel serve un aeroporto. Non cambio idea. Senza aeroporto non faremo il salto di qualità.

Scrivo “ripristinarvi” perché in effetti Cortina un aeroporto lo aveva: il “Sant’Anna”, aperto nel 1962 in località Fiames (dove prima c’era un campo di volo realizzato durante la Prima Guerra Mondiale) con una pista di 1000 metri in conglomerato bituminoso, e chiuso nel 1976 anche a seguito dei vari indicenti occorsi, a volte tragici, che ne rimarcarono la pericolosità in forza della sua posizione in mezzo ad alte pareti montane. Fu convertito in eliporto ma anche così ottenne scarso successo e pure i numerosi tentativi di riapertura messi in atto dagli anni Ottanta in poi non andarono mai a compimento – chissà come mai. Per i Giochi Olimpici di Milano Cortina l’area ex aeroportuale ospita il (criticatissimo) “villaggio olimpico” destinato alle atlete e agli atleti che gareggiano nella località ampezzana.

[Un velivolo della Aeralpi sul piazzale dell’aeroporto di Cortina-Fiames negli anni Sessanta. Immagine tratta da www.facebook.com/aviazionecivile.it.]
Ma siccome allo scrivente piace sempre capire nel modo migliore possibile come stanno realmente le cose, in generale e nel caso specifico, e pur ipotizzando che effettivamente il vecchio aeroporto di Cortina possa essere ripristinato, mi sono fatto incuriosire dalle parole della pittoresca Ministra che dice che la località ampezzana avrebbe bisogno di un aeroporto per essere «competitivi come St. Moritz o Courchevel», stazioni sciistiche che effettivamente nel proprio circondario hanno delle piste aeroportuali. Ma di quale “competitività” parla poi la Ministra? E a quale «salto di qualità» fa riferimento?

Per rispondere a tali domande ho fatto un’altra delle mie semplici ma significative ricerche: ho preso la classifica dei venti migliori comprensori sciistici delle Alpi determinata dalla qualità dei servizi turistici offerti alla clientela come elaborata dal magazine “Snowtrex”, che si occupa a tutto tondo di sci e vacanze invernali, e ho verificato per ciascuno di essi quale sia l’aeroporto più vicino. Un aeroporto vero, intendo, dove possano atterrare velivoli di una certa stazza almeno come i jet privati e non semplici piste adatte solo a piccoli aerei da diporto.

Ecco l’elenco dei venti comprensori in ordine decrescente di valutazione conseguita:

Sankt Moritz, che è presente nella graduatoria al 45° posto con il comprensorio del Corviglia (il principale della sua ski area), è servito dall’aeroporto di Samedan (Engadin Airport) che dista 6 km.

Cortina d’Ampezzo invece è al 38° posto: l’aeroporto più vicino è quello di Bolzano a 75 km di distanza.

Courchevel, che come vedete occupa il 1° posto della graduatoria, ha sì un aeroporto ma molto piccolo, dotato di una pista di soli 525 metri adatta al massimo a velivoli da diporto e jet superleggeri anche in forza delle più recenti normative di sicurezza, sulla quale per atterrare e decollare è pure richiesta una speciale abilitazione del pilota. Addirittura, per le sue caratteristiche estreme è stato classificato come settimo aeroporto più pericoloso del mondo dal documentario “Most Extreme Airports”, trasmesso dal canale televisivo statunitense History. Dunque, considerarlo uno scalo capace di accrescere la competitività turistica di Courchevel è un’affermazione quanto mai azzardata, oppure basata sulla non conoscenza di come stanno realmente le cose.

[L’altiporto di Courchevel con la sua insolita pista in pendenza, fatta per accorciare la corsa di decollo e di atterraggio dei velivolo in transito. Foto di MartinPUTZ, opera propria, CC BY-SA 3.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Cito altre tre località alpine molto rinomate e glamour, dato che non sono riportare nella graduatoria sopra pubblicata, giusto per dare un quadro ancora più completo della situazione: Davos, in Svizzera, aeroporto più vicino Samedan (Engadin Airport) a 87 km; Gstaad, sempre in Svizzera, aeroporto più vicino Berna a 81 km; Kitzbuhel, in Austria, aeroporto più vicino Salisburgo, 73 km.

Or dunque, al netto della sola Sankt Moritz, tutte le località sciistiche di maggior pregio delle Alpi hanno aeroporti veri distanti molte decine di km che richiedono trasferimenti su strada di un’ora e più, non di rado più di quanto Cortina d’Ampezzo disti dal “proprio” aeroporto più vicino. Ma, evidentemente, tale distanza dagli scali di riferimenti non lede per nulla il loro prestigio turistico e il conseguente gradimento. Per giunta non lede nemmeno la qualità dell’aria, dato che inevitabilmente il traffico di jet tra le montagne ampezzane – così come in ogni altro territorio montano – genererebbe un inquinamento e un impatto ambientale generale di enorme gravità. Atra “dimenticanza” che rende evidente lo spessore dell’idea della Ministra italiana.

D’altro canto bisogna pure notare che il primo comprensorio sciistico italiano in graduatoria non è quello di Cortina ma di Plan de Corones/Kronplatz, in Alto Adige, e comunque prima della località ampezzana ve ne sono molte altre con punteggi migliori, dunque con doti concorrenziali maggiori rispetto ai comprensori esteri.

Dunque, alla fine della fiera, di cosa stiamo parlando? Di quale «salto di qualità», di quale “competitività”? Di quale turismo? Che senso ha la reiterata richiesta di un aeroporto per Cortina, a cosa servirebbe veramente?

[L’area dell’ex aeroporto di Cortina come si presenta oggi. Immagine tratta “Il Post“/da Google Street View.]
Bene, posto tutto ciò che avete letto fino a qui, non esiterò a sottoporre direttamente alla Ministra del Turismo tali quesiti, inviandole le riflessioni che avete appena letto al fine di chiederne conto.

Va da sé che l’offerta turistica di Cortina d’Ampezzo, nei suoi vari aspetti, rappresenta un tema ben più articolato e complesso di quanto l’argomento invero semplicistico della presenza o meno dell’aeroporto vorrebbe far credere. Tema che tuttavia non è il caso di affrontare qui per evitare ulteriori lunghe dissertazioni che porterebbero troppo lontano dalla questione finora sviscerata.

MONTAG/NEWS #16: notizie recenti e interessanti dalle montagne (in attesa che le Olimpiadi passino, come l’influenza!)

Già: come mi ha scritto un amico con brillante sagacia, le Olimpiadi di Milano Cortina sono “arrivate” e passeranno come l’influenza, dalla quale una volta guariti ci si può dimenticare rapidamente (speran do che non lascino strascichi troppo pesanti, ovviamente). Nel frattempo sulle montagne succedono molte altre cose significative, dunque ecco a voi una nuova mini-rassegna stampa settimanale delle notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete e sulla stampa più interessanti da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così da poterle approfondire a piacimento. È una piccola ma spero stimolante selezione utile a non perdere alcune delle notizie più significative tra le innumerevoli (spesso per nulla interessanti) che escono tra la stampa e il web. Durante la settimana le più recenti le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.

Buone letture!


UNA GRANDE SCULTURA TRA I MONTI DELL’ENGADINA

Dal 27 gennaio scorso fa bella mostra di sé (e lo farà per tre anni) sulle rive del lago di Silvaplana, a Sils Maria (Engadina), “STRIP TOWER (962)”, una grande scultura in piastrelle di ceramica a strisce luminose del noto artista tedesco Gerhard Richter. L’installazione è pensata affinché i visitatori, immersi all’interno di essa in campi di colore e luce, incontrino un lavoro che coinvolge la percezione e la materialità mentre entrano in dialogo con il paesaggio alpino di Sils Maria. La sua presenza riconferma le Alpi come sede di seria produzione culturale, dove la sperimentazione artistica può dispiegarsi con profondità e responsabilità. Ovviamente molti la troveranno brutta e invasiva, molti altri ne saranno entusiasti e la ameranno. L’arte deve fare (anche) questo, in fondo.


C’È TROPPO TRAFFICO NELLE ALPI (MA L’ITALIA NE VORREBBE ANCHE DI PIÙ!)

Mentre le istituzioni governative continuano a parlare – o forse più blaterare – di sostenibilità, l’Italia ha chiesto all’Austria di abolire le misure di gestione del traffico in vigore in Tirolo: una pretesa insensata che, se accolta, provocherebbe impatti ambientali pesantissimi su quella regione delle Alpi creando un pericoloso precedente. Per questo 67 organizzazioni alpine, con la CIPRA International primo firmatario, hanno indirizzato una lettera aperta al Commissario europeo e ai Ministri dei trasporti dei paesi alpini per mantenere le misure di gestione e anzi implementarle, potenziando il traffico merci su rotaia per salvaguardare l’ambiente e proteggere la qualità della vita della popolazione delle Alpi.


[Foto ANSA/Daniel Dal Zennaro.]
IL SUCCESSONE DELLE OLIMPIADI

Milano Cortina un successone? Mica tanto! A partire dall’inizio, dalla cerimonia inaugurale che è lontana dal sold out: ci sono ancora 10mila biglietti invenduti, gli sconti a under 26 e volontari, uniti ai biglietti gratis per i politici, non sono riusciti a riempire lo stadio. E così la Fondazione Milano Cortina ha lanciato una nuova promozione, il “prendi due e paghi uno”, nemmeno fossimo al supermercato. Ciò a confermare un fatto ormai evidente: lo scarso entusiasmo verso queste Olimpiadi, così male organizzate e rese invise a molti nonostante quanto affermato dalla propaganda istituzionale. Un ennesimo aspetto del disastro olimpico, insomma.


«A CORTINA CI VUOLE L’AEROPORTOOOOO!»

Non è una notizia recentissima, questa (viene da “GuidaViaggi” del 28 novembre scorso), ma lo sconcerto che ne deriva resta costante nel tempo: la pittoresca Ministra del Turismo in carica continua a pensare che a Cortina d’Ampezzo serva l’aeroporto. «Non cambio idea. Senza aeroporto non faremo il salto di qualità» sostiene. Vista la realtà attuale di Cortina e la sua esasperata turistificazione, viene spontaneo chiedersi di che “qualità” e di quale “salto” stia parlando e, ancor più, come ne parlerebbe alla comunità ampezzana per imporle questa sua “idea”. Come se la pista di bob, la cabinovia Apollonio-Socrepes e tutto il resto di più o meno “olimpico” non fossero già troppo. Oppure hanno ragione quelli che dicono che a Cortina ormai vale tutto?


SENZA SCI LA MONTAGNA MUORE? NO!

Mentre i reggenti dell’industria dello sci, e la politica ad essi sodale, continuano a sostenere che solo i comprensori sciistici possano salvare le montane italiane, aumentano di continuo le località che invece dimostrano il contrario. Su “Montagna.tvEttore Pettinaroli racconta l’esperienza di Valsavarenche, che quattro anni fa dismise la propria seggiovia rinunciando consapevolmente al turismo sciistico per valorizzare tutto il resto: cascate di ghiaccio, sci di fondo, skialp e itinerari con le ciaspole nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. E da allora i visitatori continuano a aumentare, mantenendo vivo il territorio e la sua economia.