2 pensieri riguardo “La nuova, imbarazzante via ferrata “Compagnoni” in Valfurva”

  1. Da anni, il mantenimento di un sistema di consenso politico sembra essere diventato il principale criterio di distribuzione delle ingenti risorse che derivano alla Provincia di Sondrio, in particolare quelle del demanio idrico: risorse che dovrebbero essere destinate prioritariamente alla manutenzione, alla tutela e alla difesa del territorio e che vengono invece disperse in una molteplicità di interventi, senza un disegno complessivo e spesso dettati dalle richieste più estemporanee delle amministrazioni locali. Ma non meno imbarazzante appare il silenzio di chi, pur essendo ampiamente minoritario sul piano politico in provincia e avendo quindi tutto l’interesse a esercitare un ruolo critico e a far sentire la propria voce, sembra aver rinunciato a farlo. E, infine, una domanda merita di essere posta: esiste ancora, in questa valle, un Club Alpino capace di definirsi davvero tale?

    1. Buongiorno Valter,
      queste suo considerazioni sono ottime e ineccebili, meritano di essere riprese e approfondite in un articolo apposito sulla realtà valtellinese. Che ne pensa?
      Sulla domanda relativa al CAI, e in generale sull’atteggiamento del Sodalizio (in senso generale, non solo nel contesto valtellinese) sui temi della tutela ambientale (e, di nuovo, non solo su quelli) si potrebbeo scrivere non articoli ma libri o, meglio, saggi psicosociali. Per questo, personalmente, non giudico le singole sezioni e i loro membri, che peraltro nel caso del CAI valtellinese conosco abbastanza bene, mentre se una mancanza di pensiero, di carattere e di volontà d’azione al riguardo va rilevata, questa io credo viene dalla dirigenza centrale, sovente inopinatamente ambigua e ondivaga tra le parole proferite e i fatti realizzati.
      Grazie del suo commento e, appunto, se vuole lo approfondiamo!

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