P.S. – Pre Scriptum: ho scritto l’articolo che state per leggere ieri, mercoledì 11 dicembre alle ore 09.00; poi, nel tardo pomeriggio, mi sono giunte voci che l’”albero” di cui leggerete sia stato in qualche modo rimosso. Se per decisione istituzionale o per azione di protesta non lo so ancora. In ogni caso ciò non cambierebbe, e non cambia, il senso di quanto state per leggere che prescinde dal manufatto in sé e da cosa è, o era.

Insomma, la falesia di Cornalba è un luogo di grande importanza per il mondo dell’alpinismo e della montagna in generale, ormai inscritto a caratteri cubitali nella storia dell’arrampicata al punto da rappresentare per il territorio un patrimonio il cui valore va ben oltre l’ambito alpinistico per farsi referenza culturale peculiare. Una sorta di monumento naturale da ammirare e frequentare, cosa che peraltro si può fare tutto l’anno, vista l’esposizione e il microclima locale.
Anzi, si potrebbe fare tutto l’anno, ma non in questo periodo: perché a Cornalba hanno ben pensato che il valore della falesia che ho appena cercato di evidenziare sia soprattutto quello di mero “sostegno” per il gigantesco “albero di Natale” di cavi luminosi alto 120 metri che è stato appeso alla parete, per la cui installazione – sancita da un’apposita ordinanza comunale che per di più vieta l’accesso alla falesia – sono stati anche tagliati alcuni alberi.
Al netto dell’obiettiva bruttezza dell’installazione, piuttosto pacchiana e la cui “utilità” natalizia risulta alquanto improbabile, personalmente trovo che rappresenti una banalizzazione e uno svilimento di ciò che è la falesia di Cornalba per gli appassionati di montagna tanto quanto dell’intero paesaggio naturale cornalbese, per il quale la parete rappresenta un potente e spettacolare marcatore referenziale. Un elemento geografico che peraltro dà il nome al comune (Cornalba da Cornus Albus, “roccia bianca”) e ne marca l’identità paesaggistica: è un po’ come se avessero messo delle grossolane luminarie sullo stemma o sul gonfalone comunale. Allora perché non un bel megaombrellone di luci, per le notti della prossima estate? Il precedente ormai c’è, perché non continuare sulla falsariga? (Sto scherzando, ovviamente – prima che qualcuno mi prenda in parola!)
Certo, passate le festività l’alberone luminoso verrà smontato e ci sarà chi sosterrà che sia pure bello. Ma non è questo il nocciolo della questione, semmai è ciò che rivela il suo portato culturale: cioè il pensiero e la concezione assai dozzinali che evidentemente alcuni a Cornalba hanno delle proprie montagne e del paesaggio che, viene da pensare, essi non sanno cogliere nella loro bellezza e nel valore peculiare così significativo per il luogo senza quell’agghindamento natalizio o altro di simile.
Ovviamente spero non sia così e mi auguro che Cornalba torni a essere quel luogo magico che tanti in giro per il mondo della montagna riconoscono come tale, senza bisogno di banali affastellamenti di sorta grossolanamente appesi alla sua roccia. Cornalba non ne ha proprio bisogno.
(Le foto di Adam Ondra e Angelika Rainer a Cornalba sono tratte da www.planetmountain.com.)



Buon sera, l’unica cosa che Cornalba ha bisogno è che persone come voi se ne stiano ben lontane, solo capaci di scrivere e lamentarsi, caro Luca rota, alla prossima giornata ecologica sarai ben gradito come volontario, di sentieri e parchi da pulire gratuitamente ne abbiamo in abbondanza.
Invece sa cosa le dico, caro “M B(aratelli)”? Che io a Cornalba ci tornerò anche più di prima perché è un luogo bellissimo nonostante qualcuno del posto sia invece incapace di comprenderlo come tale e lo ridicolizzi con iniziative come quella in questione. E intanto mi occupo dei sentieri delle montagne dove vivo, senza bisogno di chiedere ad altri di farlo: si chiama senso di responsabilità e cura per la propria “casa”. Grazie e a presto!
io a differenza tua non ci torno ma ci vivo da quando sono nato, quindi pretendo rispetto perché l’unica cosa ridicola che c’è è chi frequenta il paese non portando rispetto ai residenti e alle nostre iniziative ed idee, come chi ha rotto le luminarie, chi ha mandato mail farneticanti in Comune, chi ha minacciato il sindaco perché la falesia viene chiusa 20 giorni e chi come lei istiga il dissenso senza motivo e cognizione di causa. Ricordatevi che non siete proprietari della falesia, (Zogno e Val Brembilla insegnano) ed inoltre se Bruno Tassi fosse ancora tra noi molto probabilmente avrebbe contribuito all’iniziativa perché uno di NOI e sempre pronto a certe iniziative. Comunque se non ti piace l’albero girati dall’ altra parte, il mondo è pieno di posti stupendi, io qui a differenza tua ci vivo, ed è per questo che non li cerco spazi in giro per il mondo come fai tu.
P.S. gia il fatto che hai pubblicato il mio cognome denota la mancanza di rispetto verso il prossimo e una scarsa etica professionale come blogger.
Buona serata
Marco Baratelli, uno dei tanti volontari che ha contribuito all’iniziativa, senza danneggiare roba altrui, senza bloccare mail istituzionali, senza minacciare persone, e soprattutto senza GUADAGNARE NULLA.
Caro Marco, a parte che la prima mancanza di rispetto è pubblicare commenti piuttosto aggressivi in forma anonima, mi fa piacere che lei si impegni volontariamente per il suo comune e, a prescindere da tutto, le faccio i complimenti per questo. Ugualmente io sono SEMPRE contro chiunque danneggi cose anche discutibili: si tratta un boomerang che poi rischia di ritorcersi contro chi commette quelle azioni.
Detto ciò, è anche una mancanza di rispetto che lei mi associ a tali individui, sia ben chiaro. Io – che sono IO e parlo per me, non per altri – ho espresso la mia opinione e capisco che lei, nella sua posizione, la trovi fastidiosa. Ma come purtroppo spesso accade, noto che in queste circostanze il dissenso, civile seppur duro, non è comunque ammesso. E il dissenso non è mancanza di rispetto – visto che questo è l’aspetto a cui tiene -, semmai non accettarlo lo è: dal mio punto di vista ciò dimostra che voi stessi sapete bene quanto l’iniziativa che avete realizzato è per molti versi discutibile e così non ammettete le eventuali discussioni reagendo con veemenza invece che argomentando le vostre ragioni. Ribadisco, per conto mio è tutto legittimo quando resta nell’ambito dell’educazione e della civiltà; legittimamente, io resto ben fermo nella mia idea sull’albero luminoso, avverserò sempre tali iniziative a detrimento dei territori montani e del paesaggio ove non se ne dimostri la logicità, e mi spiace che molti ne assoceranno la discutibilità all’immagine del vostro bellissimo paese. Ma se anche questa la troverà una mancanza di rispetto… amen.
A proposito, anche il “tu” senza consenso è una mancanza di rispetto.
Comunque grazie per lo scambio di opinioni, che è sempre utile.
Buona giornata.