Il Bonus… anzi, no: il Malus Cultura per i diciottenni!

bonus_culturaSuvvia, diamocela tutta… il Bonus Cultura per i diciottenni, col suo quasi totale fallimento (leggetene al riguardo cliccando sull’immagine qui sopra), è l’ennesima lampante prova di un modus operandi istituzionale prettamente italico ormai in voga da decenni: idee potenzialmente buone quando non ottime, nel principio, trasformate in mere campagne promozionali e d’immagine e realizzate nel modo peggiore possibile. Sapete quando si dice che “il fine giustifica i mezzi”? Ecco, qui sono i mezzi che giustificano un “fine” che in verità è solo virtuale, fittizio, uno specchietto per allodole fatto credere “nobile obiettivo a vantaggio della società intera” del quale in verità, a chi dice di volerlo conseguire, non frega assolutamente nulla. Tanto sarà sempre colpa di altri, mai di chi canta successo quando invece dovrebbe confessare colpa; nel frattempo, ci penserà il Leviatano politico-burocratico italiano a fagocitare l’iniziativa, facendo a pezzi quel poco di buono e utile che in essa vi era e relegandola nello sconfinato deposito delle macerie culturali dell’Italia contemporanea. Macerie che, se finalmente non riusciremo a delimitare e a eliminare, finiranno sul serio per travolgere l’intero paese, una volta per tutte.

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6 pensieri riguardo “Il Bonus… anzi, no: il Malus Cultura per i diciottenni!”

  1. Ero indecisa se parlare o star zitta. Siccome sono una persona che dice sempre ciò che pensa… ecco la mia!
    Come sai, lavorando in libreria, posso dire che questi bonus portano un discreto incasso nell’editoria e, visti i tempi che corrono, non tutti i mali vengono per nuocere.
    E poi non trovo giusto generalizzare sebbene debba riconoscere che la maggior parte dei diciottenni che hanno ricevuto questo regalo statale lo stanno utilizzando solo in parte per ampliare la loro cultura. Molto spesso con questa cifra, ( dato che 500 euro spesso vengono definiti “tanti”) vengono acquistati sì libri a uso personale ma anche da regalare a terze persone. Va bene comunque, per carità… è sempre un diffondere sapere. Ma io mi chiedo: se le biblioteche comunali sono sovvenzionate dallo stato, un diciottenne volenteroso non potrebbe usufruirne per leggere?
    L’Italia dei controsensi.
    La stessa cosa accade per il bonus insegnanti. Per fortuna non tutti ma tanti chiedono che i propri acquisti siano impacchettati come regalo.
    Come ogni buona iniziativa del Nostro Paese, gira e rigira, si trova sempre il modo di sviare la burocrazia con furbizia per trarne il miglior individuale beneficio. E questo accade in tutto, leggi che nascono in una maniera per finire in un’altra…
    Alla fine l’Italiano la scampa sempre come meglio conviene.
    Siamo una terra di furbetti governati dai più furbi. Ciao.
    😊😊😊

    1. I miei omaggi, Lady Nadia!
      E’ vero, non bisogna generalizzare, tuttavia vien da farlo (anche per mere ragioni di semplificazione del messaggio) proprio in base alla tua chiosa finale, nel commento. In fondo, è una “classica” furbata all’italiana l’erogare finanziamenti a pioggia (ma verrebbe da usare un’altra definizione!) per fini che non sono quelli dichiarati: lo si fa da decenni e da decenni non si ottengono i risultati proclamati. Quello che tu testimoni – ovvero l’uso non corretto dei bonus in questione da parte di studenti o insegnanti – è a ben vedere l’ennesima prova di una mancanza di cultura per la cultura assolutamente e grave: questo è – e resta – il problema fondamentale, quello dove si dovrebbe agire drasticamente da subito con programmi di rieducazione culturale di massa che riportino la gente da te in libreria non perché ha un bonus da spendere, ma perché vuole leggere, lo vuole fare in modo consapevole. Senza di questo, dal crescente imbarbarimento non ne usciamo, stanne certa! 😦
      Come sempre, grazie di cuore per i tuoi sempre ottimi e intriganti commenti! Continua così! 😉 🙂

      1. E allora… visto e considerato che mi sproni… dico ancora che qui non si critica l’iniziativa in sé, che peraltro, trattando l’argomento cultura è una causa nobile ma piuttosto lo spreco. Se ci fossero altrettante sovvenzioni per scuole, neonati, anziani, terremotati… ( e quanto d’altro viene in mente) beh, allora sarebbe splendido, veramente. Ma conoscendo la situazione delle casse statali, qui e senza dubbio, si è fatta l’ennesima scelta etica errata. Tutto qui

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