Più c’hai culo, più vinci! Il “quiz” Tv contemporaneo come metafora della decadente bassezza del nostro mondo

11535809_851954494892166_8554946868459883076_nNon guardo quasi mai la TV – lo rimarco spesso, ci tengo – e qualche giorno fa, in casa altrui con televisore acceso, ho potuto constatare che, ancora, intorno all’ora di cena va in onda tutta quella messe di quiz di idiozia stratosferica il cui concetto fondamentale, riassumendo in modo succinto tanto quanto pragmatico, è “più c’hai culo, più vinci”.
E se la prima sensazione è quella di un’ira funesta che al confronto quella del pelide Achille è roba da torneo di scopa in un ospizio, la seconda, appena dopo, è quella di un frustrante sconforto, per come tali quiz sappiano rappresentare perfettamente la decadente e letale pochezza della nostra società contemporanea.
Porca miseria, nei quiz mikebongiorneschi di un tempo – tipo Lascia o Raddoppia, per dire – partecipava gente del calibro di John Cage, uno dei più grandi geni del Novecento, e alla stesura delle domande contribuivano intellettuali come Umberto Eco Secondo alcuni rappresentavano i primi esempi di trasformazione in valore monetario del sapere (in senso negativo, s’intende), ma certamente quelli che vincevano, allora – dacché si presuppone pure che in quegli anni non vi fossero sospetti di brogli e intrallazzi ad’uso d’audience come oggi – erano veri e propri pozzi di scienza nelle materie per le quali si presentavano. Era una forma evidente di meritocrazia, in buona sostanza. Mediatizzata quanto si vuole – e quanto potesse esserlo allora – ma lo era.

John Cage a “Lascia o raddoppia?” con Mike Bongiorno, nel febbraio del 1959.
Oggi, invece? “Cosa lava l’orsetto lavatore?” Cioè, si vincono decine di migliaia di Euro con domande che offenderebbero l’intelligenza di un bambino di seconda elementare? Per di più alle quali spesso i concorrenti nemmeno sanno rispondere ma, in un modo o nell’altro – a botte di culo, appunto! – riescono comunque a portarsi a casa una somma che, nel peggiore dei casi, vale un anno di lavoro in fabbrica! Ovvero, negando totalmente la meritocrazia e invece sancendo, una volta di più, la regola assolutamente italiota per la quale meno si merita, o meno doti si hanno, più si può ottenere, più si può arrivare in alto. E ci spacciano ‘sta cosa orribile come “la bella possibilità di poter ottenere qualcosa anche quando non si saprebbe come poterla ottenere”: esattamente come accade in sempre politica, sovente nello spettacolo, spesso in ambiti sociali e istituzionali e altrove.
Non so cosa abbia risposto la tizia che appare nell’immagine in testa al post alla domanda su cosa lava l’orsetto lavatore, ma mi auguro che seguendo l’indicazione apparente delle lettere abbia effettivamente risposto il culo. Perché in questo modo avrebbe ovviamente sbagliato la risposta, ma sarebbe di sicuro apparsa più onesta e coerente, con sé stessa e con quelli che (con tutto il rispetto) hanno il coraggio di guardare queste divertenti tanto quanto ignobili produzioni televisive contemporanee.

6 pensieri su “Più c’hai culo, più vinci! Il “quiz” Tv contemporaneo come metafora della decadente bassezza del nostro mondo”

  1. Il quiz aveva anche un’importanza di alfabetizzazione: c’era solo quello in tv e chi aveva la fortuna di vedere la tv, imparava anche qualcosa. Ora le domande che fanno sono così stupide che ci si chiede come si possa definire quiz una simile pantomima.
    Povera Italia…

    1. Verissimo, Stefano, ottima osservazione. I quiz di un tempo insegnarono molto agli italiano di allora; quelli di oggi, col loro nozionismo stupido e ridicolo al punto da risultare spesso grottesco, ottengono proprio l’effetto opposto. Come se ce ne fosse bisogno, poi… 😦
      Grazie, come sempre! 🙂

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