Quando certe “mode” non passano mai, è segno che il tempo della civiltà è fermo

Non voglio assolutamente entrare nel merito della polemica a cui fa riferimento l’immagine che accompagna qui sotto questo post (cliccateci sopra, se comunque ne volete sapere di più). Come hanno già rimarcato altri, il rogo di libri a quanto pare resta sempre una pratica di moda, molto apprezzata, insomma, ogni qualvolta si voglia dare un impressionante e simbolico esempio di forza manichea, di annichilimento intellettuale e culturale o di umiliazione ideologica. Tuttavia, a ben vedere, tale pratica non fa altro che rafforzare l’importanza del libro quale oggetto culturale per eccellenza, quale fondamentale vettore di idee – giuste o sbagliate che siano, ma mi pare inutile citare per la centomiliardesima volta il noto motteggio attribuito a Voltaire – anzi, in qualche modo riesce a rafforzare pure i suoi contenuti. Ove si crede di distruggere un testo, un’idea, indirettamente l’autore di essa, in realtà si finisce per dare ad essi ancora più valore e importanza.

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Ma mi viene da dire che il rogo di un libro è una pratica idiota (oltre che tutto il resto che viene rimarcato in merito) pure per un altro buon motivo: anche il testo che contenga le più aberranti e insensate affermazioni è importante, perché di quelle aberrazioni diventa la prova fondamentale. Carta canta, come si dice. La loro presa sulla massa si può vincere solo contrastandola con la forza delle buone idee, non certo bruciando le pagine che le diffondono – anche perché si potrebbe pure pensare che si brucia un libro quando lo si teme, e se lo si teme è perché, forse, enuncia verità scomode come scomoda lo è spesso, la verità più autentica, soprattutto per chi ha qualcosa da nascondere, come fino ad oggi la storia ci rivela – e dico ciò, lo ribadisco e sia chiaro, senza alcun riferimento diretto alla cronaca nostrana recente.
Bruciare libri, dunque, è inequivocabilmente una impressionante e tangibile prova d’ignoranza, che inevitabilmente rafforza le idee in essi contenute e indebolisce quelle contrarie di chi appicca il fuoco. E se oggi, 14° anno del terzo millennio, siamo ancora qui a buttare libri tra le fiamme per rivendicare il predominio dell’una o dell’altra idea, beh, non ci resta che ironizzare come fece Freud, quando seppe che sul fuoco finirono i suoi libri: “Come è avanzato il mondo: nel medioevo avrebbero bruciato me!”

7 pensieri riguardo “Quando certe “mode” non passano mai, è segno che il tempo della civiltà è fermo”

    1. Ciao Luca (mi pare di essere allo specchio! 😀 😉 ) e grazie a te per il tuo commento.
      Hai perfettamente ragione: il pericolo maggiore di tali atti è la superficialità che li determinano e, poi, la sottovalutazione che ne segue. In fondo, i regimi che di queste pratiche sono stati “maestri” hanno trovato la loro maggior forza proprio nella debolezza di chi non ha impedito che si instaurassero…
      Grazie ancora, e a presto! 🙂
      Luca

  1. Concordo su ogni parola… per fortuna pare che l’autore sia il solito facinoroso in cerca di visibilità costi quel che costi (consoliamoci: se non altro è un singolo!). Un saluto, K.

    1. Ciao K.!
      Sì, è vero, è un singolo facinoroso, ma sai, di “singoli” così a quanto pare ce ne sono in giro parecchi, e la somma di tali singoli sta diventando TROPPO ingente!
      Grazie del tuo commento, ciao!!! 🙂
      Luca

    1. Ricordo una vecchia gag…:
      “Inappuntabili studi scientifici hanno stilato una classifica in base alla quale l’uomo risulta la razza vivente più intelligente e avanzata sul pianeta…
      Oh, scusate… scusate: stavo leggendo la classifica al contrario.”
      Ecco, ho detto tutto.
      Ciao Stefania, e grazie! 🙂

  2. sì dai sono comunque episodi, pianificati apposta per creare panico e sensazionalismo – visti i precedenti – e ottenere visibilità con un costo ideativo pari a zero (fai il nazista e tutti gli occhi saranno su di te). Se pensi che la maggior parte della gente per sentirsi viva ha necessità di continui programmi e serie tv su crimini, morbosità varie, operazioni di polizia e operazioni chirurgiche capirai cosa voglio dire. Del resto anche uno come Tarantino ha fatto ricorso a certi mezzucci (non mi riferisco a Bastardi senza gloria però) nei periodi di scarsa ispirazione, figurati questi signor Nessuno… io non ci casco

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