Mi è giunta notizia (di nuovo in ritardo, maledizione!) di un altro raduno di mezzi fuoristrada e 4×4 (monomarca, pare una ventina – vedi la foto qui sotto) che si è svolto di recente tra Valcanale di Ardesio e il Rifugio Alpe Corte (Valle Seriana, Provincia di Bergamo), lungo una strada agro-silvo-pastorale normalmente chiusa al transito, su terreni prativi adibiti a pascolo e all’interno del perimetro ambientalmente tutelato del Parco delle Orobie Bergamasche. Il tutto con “regolare” autorizzazione del Comune di Ardesio:
Di nuovo, contro qualsiasi logica e buon senso, pur di radunare mezzi a motore in luoghi nei quali non dovrebbero e potrebbero stare, si disperde qualsiasi attenzione, cura e rispetto consapevole verso le montagne. E fa specie che in prima linea in questa dispersione di civiltà e di buon senso vi siano gli amministratori pubblici dei luoghi coinvolti. Ai quali, in certe circostanze di amministrare nel senso autentico del termine le proprie montagne evidentemente non deve importare granché.
Repetita iuvant: la montagna è di tutti – quelli che ne hanno rispetto. Scorrazzare con dei grossi fuoristrada rumorosi, inquinanti, impattanti, lungo strade di montagna chiuse al traffico a meri scopi ludico-ricreativi non è rispetto per la montagna ma, anzi, è denigrazione e svilimento della sua più logica e equilibrata frequentazione. E che il tutto avvenga in forza dell’autorizzazione del comune locale, per di più all’interno di un’area di tutela, rende la circostanza ancora più pericolosa e inammissibile, senza alcuna attenuante. Proprio perché la montagna è di tutti, ovvero è un patrimonio collettivo di valore inestimabile, chiunque gode del diritto di frequentarla se rispetta il dovere di farlo nel modo più consono, accorto e sostenibile. Questione di ordinarissimo tanto quanto fondamentale buon senso, ribadisco.

