Un vostro punto di vista sul turismo

Cari amici, vi sottopongo un quesito al quale chiedo di rispondere (se ne avete voglia, ovviamente) rimarcandomi il vostro punto di vista al riguardo:

Esiste il turismo sostenibile?

O, per dirla in altra forma:

Il turismo può essere realmente sostenibile?

So bene che prima dovremmo stabilire cosa intendere con l’aggettivo «sostenibile», ma è pur vero che il naturale parametro di riferimento sono le circostanze della realtà che riscontriamo intorno a noi le quali in effetti “definiscono” il valore corrente dell’aggettivo, nel bene e nel male nonché al netto di accezioni tanto “ideali” quanto poco o nulla diffuse.

Grazie di cuore per le risposte che vorrete fornire!

4 pensieri riguardo “Un vostro punto di vista sul turismo”

  1. Buongiorno. Personalmente, per turismo sostenibile, intendo quell’attività che permette di visitare luoghi senza andare a modificare l’aspetto e le condizioni che erano in essere prima della mia visita. In pratica, al termine della mia visita, nulla dovrebbe essere sostanzialmente diverso da come era in precedenza. Ciò è possibile, a mio avviso, solo se la visita è il frutto di un precedente studio e valutazione dell’ambiente che andrò a visitare. Fino a qualche tempo addietro era possibile recarsi in luoghi ai più sconosciuti (anche se accessibili) e li, in solitudine, godere delle bellezze che si presentavano ai tuoi occhi. Oggi, non è più così! Ovunque tu vada trovi sempre code di persone che, stimolate dall’influencer di turno, hanno deciso di invadere, e spesso deturpare, quel luogo senza prestare il dovuto rispetto. Le comunità montane, ingolosite dall’affluenza , per far fronte al fenomeno hanno realizzato parcheggi (sempre a pagamento) e installato barettini per rifocillare i visitatori. Tutto ciò in luoghi ove un tempo potevi trovare solo il bestiame. Da qualche tempo, a malincuore, ho deciso di non andare più in montagna perché non voglio essere partecipe dello scempio che si sta consumando.

    Saluti

    G Cappelletti

  2. prima di stabilire cosa si intenda per “sostenibile”, meglio stabilire cosa si intende per “turista”.

    Turista è un nome inventato il secolo scorso ed è legato a un periodo di interruzione dal lavoro, per chi poteva.

    Prima di allora gli uomini erano: viaggiatori, esploratori, avventurieri, missionari, fuggitivi … E anche tutti questi hanno fatto più danni del turismo di massa.

  3. Mi piace la precisazione su “turista”. Comunque lo si voglia chiamare, penso che basterebbe visitare un posto, ogni posto, godendone della bellezza naturale senza artifici, tollerando con un sorriso i disagi (mica sei obbligato ad andare), e soprattutto cercando di imparare cosa il posto, la sua storia, geografia, abitanti possono insegnare. E già così si potrebbero scoprire meraviglie. Comunque grazie del suggerimento, mi ritengo perlomeno educata, i tuoi post mi danno spunti per (cercare di) migliorare

    1. Grazie a te per cogliere quanto scrivi. E sono molto d’accordo con le tue osservazioni: sembra che anche nel viaggio e nel divertimento turistico, di giornata e occasionale o da vacanza più o meno lunga, tutto debba essere dovuto, innanzi tutto il soddisfacimento dei propri bisogni e delle volontà a scapito di qualsiasi altra cosa, a partire dai luoghi e dai paesaggi. Forse, come giustamente osservi anche tu, più di turismo sostenibile (definizione collettiva), bisognerebbe discutere del turista sostenibile (definizione singolare e specifica), altrimenti si rischia di nascondersi dietro il fenomeno di massa ritenendosi privi di colpa, dunque autoassolvendosi e così continuando a perseverare con certi comportamenti.
      Grazie Paola!

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