La neve artificiale per lo sci e l’autotune nella musica

Spesso mi accade (come accadrà a voi) di leggere un po’ ovunque che ormai le stazioni sciistiche «non possono più fare a meno dell’innevamento artificiale»: ovviamente perché, con la crisi climatica, in atto non nevica più come una volta e, se nevica, la neve al suolo ci resta sempre meno.

Visto che siamo ancora sotto l’effetto del Festival di Sanremo, quella frase e le altre di tono simile mi fanno pensare che la neve artificiale è per lo sci (su pista) un po’ come l’autotune per la musica commerciale odierna.

Mi spiego. Un sacco di cantanti la usano e non potrebbero farne a meno, altrimenti si capirebbe quanto siano privi di voce e stonati. A tanti piace sentirli cantare in quel modo, i brani vanno forte in classifica ma, in tutta sincerità: si può definire ancora “musica”, quella? Oppure ormai non è altro che una mera forma di intrattenimento commerciale, fatto apposta per generare un tornaconto fin tanto che sia possibile e senza più alcun legame con la musica vera e propria? E poi quanto durano in classifica, quei brani?

Chiunque ci capisca realmente di musica sa bene che, una volta spento l’autotune, tutti quei cantanti spariranno e che la musica propriamente detta è ben altra cosa. Se sopravvivrà, la musica, non sarà certo grazie alla trasformazione in qualcosa di sempre più artificiale e privo di valore ma preservando la propria cultura artistica più autentica, che potrà cambiare e adattarsi ai tempi ma restando comunque consona alla sua natura specifica: quella di un’arte, non un bene da (s)vendere grazie alla tecnologia e poi da buttare via una volta consumata.

Infatti, la musica vera resta nel tempo mentre di quella creata per meri fini commerciali e di chi la canta ci si dimentica alla svelta. Come d’altro canto regolarmente accade, una volta che l’inganno artistico diventa palese.

Ecco: in tale ragionamento sostituite “autotune” e “musica” con “neve artificiale” e “montagna”.

Le stazioni sciistiche non possono più fare a meno dell’innevamento artificiale? Già, ma non è più “montagna vera”, la loro: è uno spazio artificiale creato per scopi meramente commerciali la cui sostanziale falsità, dunque la sua incongruità con il contesto, ne decreterà l’inesorabile decadenza. La montagna che invece saprà preservare la propria identità autentica adattandola al tempo e alla realtà delle cose, adeguando dunque anche la sua frequentazione turistica alle specificità e peculiarità locali, avrà molte più possibilità di contrastare le criticità presenti e future salvaguardando se stessa, il proprio territorio, la sua bellezza (e la possibilità di goderne al meglio) e la comunità che vi abita.

D’altro canto, suvvia: salvo rarissimi casi, quelle canzoni con il cantato in autotune sono veramente orribili! Ecco, proprio come le montagne con quei bianchi nastri di neve artificiale stesi tra i prati sui quali si scia malissimo!

P.S.: Olly, il vincitore del Festival di quest’anno, a me è molto simpatico. Perché giocava a rugby, già.

4 pensieri riguardo “La neve artificiale per lo sci e l’autotune nella musica”

  1. Buonasera Luca,

    come in ambito musicale la comparsa dell’autotune ha permesso di aggirare il problema delle stonature, speriamo che sulle nostre bistrattate montagne a qualche homo sapiens non venga la brillante di idea di sostituire le strisce di neve artificiale con orripilanti piste in plastica per aggirare il problema dell’aumento delle temperature! Se non ricordo male un paio di queste piste di colore blu (almeno le facessero verdi!) sono già comparse nel nord-est italico, con servizi giornalistici e televisivi in pompa magna.

    Forse è meglio ascoltare il detto popolare “canta che ti passa” ma sicuramente una canzone vera, anche con qualche difettuccio…

    Buona serata.

    Simone

    1. Buongiorno Simone!
      Temo che a qualche gestore di comprensori sciistici l’idea di ricoprire di plastica le proprie piste da discesa sia già venuta e non appaia affatto bislacca. D’altro canto la neve naturale continua a diminuire, in quantità e in durata sul terreno, e le temperature in aumento impediranno la produzione di neve artificiale, mentre sulla plastica si può sciare tutto l’anno, pure con 40°. Che possono volere di più? (Be’, potrebbero volere delle bambole gonfiabili disseminate lungo le piste, per il sollazzo degli sciatori…) 😑
      Grazie come sempre, e buon venerdì!

    1. Che poi questi poveri cantanti, anche quando propongano canzoni gradevoli, non si rendono conto che l’autotune è l’anticamera della musica totalmente artificiale, prodotta definitivamente con l’AI?
      Magari sì, se ne rendono conto e pensano che finché va va e qualche soldo se lo fanno, poi amen.

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