
Se quello a Gaza non è ancora un genocidio, le autorità di Israele stanno facendo di tutto e rapidamente per farlo sembrare.
Il governo Netanyahu si è ormai posto sullo stesso piano terroristico di Hamas, entrambi nemici sia del proprio popolo sia dell’altro. Non c’è più né ragione e né torto, da una parte o dall’altra: ci sono solo civili innocenti che muoiono, tra cui molti bambini. In queste circostanze nessuno vince, tutti ne escono sconfitti.
Occorre un cessate il fuoco immediato. Occorre fermare il massacro dei civili di Gaza e gli attacchi a quelli israeliani. Occorre che Hamas, Netanyahu e i rispettivi sodali spariscano dalla realtà geopolitica mediorientale. Occorre eliminare gli opposti integralismi religiosi e politici. Occorre uno stato palestinese libero e sovrano. E tutto ciò occorre innanzi tutto a Israele e al suo futuro.
P.S.: non ho voluto accompagnare queste mie semplici considerazioni con un’immagine troppo brutale, di quelle che peraltro si trovano facilmente sul web, ma con una (scattata da un fotografo palestinese che vive(va) proprio nella Striscia di Gaza) che, nonostante tutto, possa far credere che un poco di gioia e di speranza si riescano a vivere sempre, anche in una tragedia talmente grande.
Purtroppo, se partita in modo tragico per Israele (e tutta la mia solidarietà per gli ostaggi, e tutta la mia consapevolezza per gli impari rapporti di forza che ci sono sempre stati tra ebrei e palestinesi) oggi non si può fare a meno di sentire molto più forte il trasporto verso le persone di Gaza
Hai ragione. Una guerra assurda come quell’Ucraina, come tutte quelle sparse per il mondo che dovrebbero terminare. La sindrome dell’accerchiamento deve essere spezzato. Negando uno stato palestinese sovrano consente ad Hamas di vivere e prosperare e di fare quelle che ha fatto.