Nel referendum sul ponte tibetano della Val Grande, a Vezza d’Oglio, non è stato raggiunto il quorum: dei 1.577 aventi diritto sono andati a votare in 530, quando per la maggioranza del 50+1% ne servivano 789. Ma è stato un referendum falsato in partenza, a ben vedere: leggo infatti che nel computo dei votanti risultano iscritti anche 300 residenti all’estero, che ovviamente è facile pensare che non si siano mossi solo per partecipare al voto, peraltro in una domenica già vacanziera per molti. Però, dei 530 votanti, ben 496 hanno detto “NO” al ponte. Una risposta insufficiente nei numeri ma assai chiara nel messaggio, considerando poi che è quantitativamente ben maggiore rispetto al numero dei votanti (380) che nelle elezioni comunali del 2019 hanno sostenuto la lista contraria a quella del sindaco in carica, il primo e più acerrimo sostenitore del ponte tibetano («Un’opera necessaria per creare un effetto Wow, che oggi manca al paese», è bene ricordare le sue sconcertanti parole): dunque tra i “no” vi potrebbero ben essere anche numerosi voti di chi stia dalla parte del sindaco ma non sia d’accordo con il suo progetto.
Quella per il ponte tibetano è dunque una “vittoria” meramente burocratica. Lo si farà comunque? Può essere, ma poteva anche essere se avessero vinto ufficialmente i contrari, visto che era ed è nelle facoltà del sindaco. Sulle cui spalle resta dunque tutto il peso della responsabilità di realizzare un’ennesima giostra alpestre per turisti svagati con contorno di megaparcheggi, cemento, asfalto e quant’altro. Ovvero di manifestare platealmente tutto il suo disinteresse verso la bellezza del proprio territorio e la sua valorizzazione autentica, realmente proficua e strutturata in una visione progettuale di sviluppo futuro in grado di sostenere al meglio la comunità residente e al contempo di salvaguardare la bellezza del luogo e l’identità culturale che lo rende unico, e che invece l’ennesimo ponte tibetano rischia di trasformare in un altro non luogo alpino ad uso e consumo turistico – alla faccia dei suoi abitanti.


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