“Le” Parole – 1, CULTURA

Parole fondamentali, dal significato certo e prezioso ma, forse, dalla reale cognizione e comprensione vaga, vacua, fallace se non perduta. Definizioni tratte dal vocabolario Treccani che riproduco qui, per generare una riflessione sul loro senso, sulla nostra conoscenza e consapevolezza di esse, sulla loro presenza nel mondo in cui viviamo e nella nostra esistenza quotidiana.
La parola di oggi è:

Le parole - Cultura(Cliccate sull’immagine per leggere il testo completo.)

Ma noi, esseri umani del Terzo Millennio, abbiamo veramente cultura? Quando possiamo dire, di noi, di essere acculturati, di avere una cultura? La possediamo la “cultura” della cultura? E quando finiremo di confondere cultura con “istruzione”?

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14 pensieri riguardo ““Le” Parole – 1, CULTURA”

  1. Forse con la mente deformata dai miei studi, ho sempre tenuto per buona la definizione del sociologo francese Edgar Morin, che con il termine “cultura” identifica l’insieme dei riti, dei miti e dei simboli che strutturano la mentalità di una collettività. Pertanto non è un concetto accademico: anche il Gieffe, nostro malgrado, può essere considerato un prodotto culturale.

    1. Buongiorno, Chiara!
      Sì, concordo con te, se si intende la cultura come il substrato cognitivo in uso da parte della mentalità di una collettività: è qualcosa legato più all’antropologia e alla sociologia (appunto) che alla scienza e al sapere propriamente detti. Ergo, il Gieffe può essere considerato cultura – ovvero il frutto di una certa cultura legata ad un certo spazio-tempo – così come altre cose apparentemente lontane dal concetto classico del termine, non so, ad esempio il tifo calcistico – anche quello più becero e tuttavia parecchio diffuso negli stadi.
      Ma, a mio modo di vedere, cultura è (deve essere) anche ciò che dal presente collettivo diventa e/o può diventare esperienza cognitiva e sapienziale nel futuro, ad uso (virtuoso, naturalmente), dei posteri. Una strutturazione mentale collettiva in costante progresso, insomma, per restare nella definizione di Morin, altrimenti il suo valore decade subitamente.
      Grazie, Chiara, per il tuo illuminante commento! 🙂

      1. Il tipo di “cultura” che intendi tu, ovvero quella che porta un valore qualitativo aggiuntivo rispetto ai prodotti di massa, rientra nell’eterna disquisizione fra cultura d’elite e cultura popolare, anche se l’appartenenza all’una o all’altra categoria non ne determina la sopravvivenza nei secoli. Paradossalmente, i miei figli conosceranno meglio Fantozzi de “La meglio gioventù…”
        Grazie a te per il confronto. 🙂

  2. L’istruzione è la base della cultura. Ma per molti basta aver leggiucchiato qualcosa e immediatamente diventa un acculturato.
    Comunque cultura va a braccetto con buon senso, valori e razionalità, di cui si sono perse le tracce.

    1. Buonasera, Orso!
      Soffrirai parecchio con ‘sto caldo, eh?!? 😀
      E’ vero, anche se ho tendo a svincolare sempre istruzione e cultura. Perché è vero che l’una è propedeutica all’altra nella maggior parte dei casi, ma non sempre è così. Infatti, come dici tu, una buona cultura deve costruirsi anche su elementi pragmatici “quotidiani”, che non si imparano sui libri ma si sviluppano nel vivere di tutti i giorni.
      O meglio, si dovrebbero sviluppare, se l’ambiente sociale è adeguato a svilupparli. Cosa che effettivamente risulta sempre più utopica, in un circolo vizioso e decadente che trascina tutto verso il basso…
      Grazie, Orso! 🙂

      1. Ti dico solo che in inverno, praticando scialpinismo in mezzo a una bufera di neve, facilmente mi trovi in maglietta, tutt’al più con un gilet addosso, che impreco per il caldo che ho. Fai tu! :/ 🙂

    1. Ciaooo, Ombra! 🙂
      “Non è importante riuscire a raggiungere le stelle… l’importante è avere stelle da raggiungere!” Mi viene da rispondere al tuo commento con le tue stesse parole: l’importante è avere un orticello culturale da coltivare, ovvero sapere di averne uno e quanto sia fondamentale averlo. Poi, fortunatamente, sai bene che nella vita non si finisce mai di imparare, dunque non dovrebbero mai mancarci dei buoni semi da interrare e coltivare al meglio…
      Grazie di cuore! 🙂

      1. L’orticello è vario…chi preferisce la musica, chi la letteratura, chi altre forme. L’importante è cercare sempre di arricchirsi 🙂
        Un caro saluto.
        Loredana

      2. Parole sante, Loredana.
        Come stai? Spero bene, nonostante quello che ho letto nel blog. D’altro canto ho letto anche del tuo recente e bellissimo girovagare montano, cosa per la quale non posso che apprezzarti ancora di più per come anch’io vada verso l’alto quanto più possibile, per una sorta di istinto innato… 🙂

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