Mark Twain, “Storia di doppi e doppiette”

cop_Storia-di-doppi-e-doppietteErnest Hemingway, che non abbisogna certo di presentazioni e il quale di letteratura americana è indubbio che fosse un profondo conoscitore, disse di Samuel Langhorne Clemens, universalmente noto come Mark Twain: “Tutta la letteratura americana moderna statunitense viene da un libro di Mark Twain, Huckleberry Finn.” A me verrebbe da spingermi ancora oltre, affermando che Twain fu uno scrittore fondamentale per l’intera letteratura mondiale del Novecento, per come seppe rendere intrisa di innumerevoli e fortissime peculiarità letterarie l’intera sua produzione, dai più brevi racconti fino ai celeberrimi romanzi. Del suo stile inimitabile, creativo, frizzante, sagace, sovente ribollente e caustico e sempre affascinante è ottimo esempio Storia di doppi e doppiette (Robin Edizioni 2008, 1a ediz. Biblioteca del Vascello 1992, a (ottima!) cura di Salvatore Marano: orig. A Double-Barrelled Detective Story, 1902), sorta di racconto lungo – o romanzo breve – che fu tra le ultime opere “compiute” del grande scrittore americano, in un periodo della sua vita – gli ultimi 10/12 anni, appunto – contraddistinto da momenti di profonda depressione, causata anche dal dissesto delle finanze personali dovuto ad alcune iniziative editoriale intraprese e rivelatesi fallimentari. Nonostante tali problemi, Storia di doppi e doppiette dimostra però benissimo l’assoluta lucidità e vivacità intellettuale e creativa che Twain mantenne pure in quegli ultimi anni, costruendo una storia particolarissima, ricca di sorprese, di improvvise giravolte narrative, di teatrali colpi di scena…

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7 pensieri riguardo “Mark Twain, “Storia di doppi e doppiette””

      1. Tornata da un pezzo, ahimè.
        Sogno già la prossima vacanza. Possibilmente in posto caldo, assolato e con tanto mare 🙂
        Le tue montagne stanno bene?

      2. Infatti ti avevo visto già “attiva”, ma non sapevo se lo fossi da qualche lido vacanziero o da quello di… Varese (o in prossimità di esso)!
        Beh, guarda, anch’io ho già bisogno di ferie… Anzi, un paio d’ore dopo il rientro già ne avevo bisogno! Uff!
        Le mie montagne stanno bene, sì… Hanno sempre la testa tra le nuvole e a volte di carattere sono fredde come il ghiaccio, ma almeno loro il fisico ce l’hanno… roccioso! 🙂 E chissà, magari pure loro, stanche delle solite vacanze sulle Alpi, si farebbero qualche giorno al mare! 😀

      3. Sicuramente!
        Comunque ora inizia il periodo più bello dell’anno. Bellissima luce, temperature piacevoli, aria tersa, tramonto ad un’ora decente per poter godere anche delle cena…a chi posso mandare la mail per richiedere un settembre lungo 350 giorni? (gli altri 15/16 li terrei liberi per la neve e la nebbia, un paio anche di pioggia) 😀

      4. Assolutamente d’accordo! 350 giorni di neve, e 15/16 di luce settembrina… Ehm… Giusto, no? Era questo il rapporto?! Più o meno… 😛
        Comunque è vero: l’estate afosa è bella solo se puoi startene a mollo in acqua, altrimenti questa sua parte finale – ma anche quella iniziale, in effetti – è certamente la migliore!
        Per la mail prova con baldr@helheim.gov: è il dio nordico del tempo meteorologico ma pure della bellezza, dunque… 🙂

      5. Accipicchia che Dio, fa il brutto e il cattivo tempo e…decide pure i belli e i brutti. meglio non inimicarselo!
        ora si spiega l’avvenenza delle signorine nordiche 😀
        Direi che lascio cadere la cosa…metti caso capisce quello che hai capito tu, sono rovinata! :S

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