Perché scrivere? Una domanda buffa e sconvolgente… (Ennio Flaiano dixit)

Perché io scrivo? Confesso di non saperlo, di non averne la minima idea e anche la domanda è insieme buffa e sconvolgente.

Ennio Flaiano

La grandezza e la lucidità intellettuale di Flaiano non avrebbero bisogno di alcun commento, ma giusto per cercare di renderne l’imponenza, riporto quanto scrisse nell’articolo Sui colli di Roma pubblicato sull’Espresso del 28 giugno 1970, quantunque riprendendo a memoria parte di una precedente affermazione di Giacomo Devoto: “Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.”
Ed era il 1970, appunto…

Brutta cosa, l’inquinamento!

Piove!!!
Che meraviglia! Con il caldo infernale che ha fatto fin ora, corro subito fuori, sotto questa pioggia… E non mi interessa che mi si bagnino i vestiti, anzi! E’ una goduria sentirsi infradiciare, sentire le gocce che mi cadono addosso, che mi piovono sulle mani, sulle braccia, sul viso, sulla testa…

Uh?… Sulla testa?
Eeeehi, che fine hanno fatto i miei capelli?
Ma…?!?
Azz… Maledette piogge acide!!!