Giulio Rimondi, da Beirut con passione vitale

“Le depart d’une amante”
Giulio Rimondi è un fotografo bolognese nato nel 1984 ma già internazionalmente affermato, la cui giovane età non impedisce per nulla alle sue opere di possedere una profondità e uno spessore artistici e tematici che solitamente si possono trovare – e mica così spesso, poi – nelle immagini di fotografi e artisti di ben maggiore esperienza. D’altro canto, la scelta di Rimondi di vivere a Beirut, una città che – è inutile rimarcarlo – per la sua storia non è certamente uguale alle altre, dimostra quanta consonanza a una visione della realtà del nostro mondo profonda, intensa e illuminante Rimondi abbia voluto sviluppare e cogliere, con una particolare attenzione alla vita umana dei luoghi fotografati ma pure, in altre serie di immagini, con una poetica artistica parecchio apprezzabile.

Giulio Rimondi (Bologna, 1984) vive e lavora a Beirut. Le sue foto compaiono su Repubblica, Le Monde, The New York Times/Lens e sulle principali testate mediorientali. Dal 2008 al 2011 espone in Italia e all’estero, in gallerie private (Galleria Spazia, Galerie Lucie Weill‐Seligmann, Galerie Photo 4, Espace Kettaneh Kunigk, Galerie Tanit) e festival internazionali (Festival Internazionale FotoGrafia di Roma, Kaleidoskop, Cortona on the Move). Le sue opere fanno parte della collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi e della Collezione di Fotografia Italiana Contemporanea della C.R.MO. Nel 2011 partecipa al progetto espositivo The Others a Torino e al Salone dell’Arte Fotografica Paris Photo.

Insomma: da conoscere, grazie al suo ottimo web site www.giuliorimondi.com.

“Touch”, la nuova opera sonora di Tiziano Milani per Setola di Maiale

Il “fare” musica, nel senso tradizionale di suonare e studiare uno strumento, è oggi talmente in svantaggio rispetto alla musica “fatta” che proprio per questo può svincolarsi senza strappo e senza rancore. Questo svantaggio epocale rispetto ai sistemi moderni di composizione-editing musicale digitale e di diffusione digitale, lascia talmente indietro il “fare” musica tradizionale che questo può prendersi tutto il tempo che vuole per fermarsi, riscoprirsi, per rispolverare la sua fenomenologia. Poiché la sua rincorsa è inutile, esso può fermarsi e guardarsi addosso, riflettere, muovendo le mani sullo strumento, come se fosse la prima volta. Non ha importanza se nessuno ascolta.
Piero Antonaci, Etica della musica, Musicologia.it, 2007.

Touch è la nuova opera sonora di Tiziano Milani, il “co-titolare” con lo scrivente di The City of Simulation | La Città della Simulazione. Edita in CDR digipak da Setola di Maiale (come peraltro la stessa LCDS), Touch conferma lo status di Tiziano quale uno tra i migliori e più apprezzati compositori sperimentali e di ricerca italiani, tanto più che, per questo nuovo lavoro, si è potuto avvalere della collaborazione di musicisti del calibro di Koji Nishio al pianoforte, Hiromi Makaino agli oggetti/percussioni elettroniche/ritmi, Lars Musiikki al contrabbasso/chitarra acustica, Cristian Corsi al sax tenore e Lynn Westerberg alla viola. Il tutto, come detto, sotto l’egida di Setola di Maiale, preziosa e ormai indispensabile fucina di ottima musica contemporanea – e lo si intenda nel senso più artisticamente alto che tale aggettivo può avere.

Forse, come sostiene Piero Antonaci, non ha importanza se nessuno ascolta, ma certamente è della massima importanza che vi sia qualcuno, come Tiziano Milani, da poter ascoltare.
Fatelo, allora, ascoltatelo. Ne vale davvero la pena. E cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina dedicata a Touch nel sito di Setola di Maiale.

Luca Rota e Tiziano Milani, “La Città della Simulazione”, 14 poesie audio-visuali su CD

Come scrivere della città post-moderna, il non luogo per antonomasia della contemporaneità ovvero quell’ambito pseudo-urbanistico conformato(si) in modo da finire per simulare sé stesso, smarrendo ogni proprio senso urbano/sociologico e imponendo un identico smarrimento a qualsiasi cosa vi si trovi all’interno – dunque, potenzialmente, alle stesse parole con le quali di essa si vorrebbe scrivere? La città della simulazione dissimula anche il senso di termini e concetti dai quali si fa’ scrivere, raccontare, rappresentare, e sui quali poggia molto del proprio preteso prestigio urbano? Probabilmente sì, ne travalica e confonde i significati così come, nello stesso modo, supera il confine tra vita e rappresentazione proprio in quel citato atto di simulazione di sé stessa e, per imposizione, di ogni altra cosa sia parte di essa, volente o nolente…

Luca Rota – Tiziano Milani
The City of Simulation | La Città della Simulazione
14 poesie audiovisuali su CDr. Una produzione Setola di Maiale, 2010.
Clicca sulla copertina qui sopra per visitare il sito web del progetto, oppure clicca QUI per acquistare il CD direttamente dal catalogo di Setola di Maiale.