Hermann Nitsch, mostra personale. Corbetta, dal 4 al 25 Febbraio 2012

Hermann Nitsch è considerato il “papà” dell’azionismo viennese, movimento artistico le cui esperienze performative sono state forse le più sconvolgenti, violente e drammatiche degli anni ’60, con una carica estrema di coinvolgimento esistenziale, emotivo e psicologico. Degli artisti del movimento, Nitsch in particolare ha concentrato tutto il suo impegno artistico nella realizzazione di una nuova forma di opera d’arte totale (che influenzerà gran parte della body art negli anni ’70): l’orgien mysterien theater (teatro delle orge e dei misteri), che si sviluppa senza sosta dall’inizio degli anni ’60 attraverso una lunga serie di azioni e performances in gallerie, musei e piazze pubbliche per poi trovare la sede principale nel castello di Prinzendorf in Austria. Gli indumenti e gli oggetti utilizzati nelle performances vengono conservati come reliquie. La pittura funge da catalizzatore e viene eseguita durante l’azione teatrale con grandi tele asperse di colore.

Galleria BRERA UNO presenta la mostra personale di Hermann Nitsch.
Inaugurazione sabato 4 Febbraio 2012 ore 18, Sala delle Colonne – Palazzo Comunale, Corbetta, Milano.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria, e avere ogni altro dettaglio sull’evento.

Rrose magazine #1: la creatività fatta carta

È uscito il numero 1 di Rrose, bimestrale sulla creatività: dalle arti visive al design, passando per la fotografia, la grafica, la scenografia, l’illustrazione, la street art, la scrittura, la video art, la comunicazione, la moda, la musica, la filosofia, la psicoanalisi.

A questo primo numero di Rrose partecipano: Mimmo Jodice, Germano Celant, Bruno Ceccobelli, Gillo Dorfles, Angelo Ferracuti, Mauro Cicarè, Fabrizio Ottaviucci, Enzo Mari, Vittorio Zincone, Margherita Palli, Dem, Lorenzo Fonda, Mauro Bubbico, Annamaria Testa, Pasquale Barbella, Monica Randi (Astoria), Barbara Garlaschelli, Elisa Savi Ovadia, Maurizio Ferraris, Piero Feliciotti, Chiara Gabrielli, Paolo Rinaldi, Massimo De Nardo.

Rrose è su carta (di ottima qualità, peraltro), 60 pagine in free press, ed è il magazine di Rrose Selavy, associazione culturale per le arti visive, musicali e sceniche, veramente intrigante e sorprendente quanto il nome che si è data: Rrose Sélavy è infatti come Marcel Duchamp, forse il più innovatore artista del Novecento, definito il “padre” del dadaismo, firmò alcune sue opere (ready-made). Nel 1924 Man Ray fotografò Duchamp in abiti femminili: “Rrose Sélavy alias Marcel Duchamp”. Questo celebre ritratto è oggi conservato al Philadelphia Museum of Art.

Conosceteli, l’associazione e il magazine: lo meritano parecchio.

Genio, o Patacca? “Postcard from… Damien Hirst”, Roma, Pastificio Cerere, dal 14/01 al 10/03

La Fondazione Pastificio Cerere inizia il programma del 2012 con il primo appuntamento della seconda edizione di Postcard from…, il progetto ideato e curato da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione, volto a diffondere l’arte contemporanea nel contesto urbano. Il poster, dal titolo Nucleohistone, è realizzato dall’artista inglese Damien Hirst (…) Le straordinarie opere di Hirst trattano temi di grande impatto per la società contemporanea, quali il concetto di mortalità, la dipendenza della società attuale dall’industria dei farmaci, la presenza della scienza e della religione nella nostra vita. Il manifesto scelto per Postcard from… appartiene al celebre ciclo degli Spot Paintings, iniziato nel 1988 e la cui produzione continua ancora oggi. Il titolo dell’opera riprodotta nel manifesto è Nucleohistone (2008-2011), termine composto che si riferisce alla struttura formata da proteine e DNA contenuta nel nucleo delle cellule. Il lavoro è infatti ispirato dalla passione dell’artista per l’estetica della medicina.

Postcard from… Damien Hirst
Nucleohistone

A cura di Marcello Smarrelli
Dal 14 gennaio al 10 marzo 2012
Inaugurazione: venerdì 13 gennaio dalle 18.30 alle 21.30, Fondazione Pastificio Cerere, Roma

Se come me non avete ancora scelto come rispondere alla domanda nel titolo del post (in senso artistico, dacché in senso finanziario Hirst, se non un genio, è di sicuro mirabilmente furbo), andateci. Potrebbe essere molto utile al suddetto scopo.
Cliccate sulle immagini per visitare il website del Pastificio Cerere e conoscere ogni informazione utile sull’evento.

Brand New Gallery, Milano: arte contemporanea in una galleria “contemporanea”

Brand New Gallery è uno spazio dedicato all’arte contemporanea a metà strada tra una galleria d’arte e un centro per la promozione di cultura, una possibile piattaforma dove artisti, curatori e collezionisti possono incontrarsi.
Brand New Gallery nasce da un’idea di due storici dell’arte, Chiara Badinella e Fabrizio Affronti , spinti dalla volontà di promuovere l’opera di artisti stranieri attivi a livello internazionale mai presentati in Italia.
Il nome stesso Brand New Gallery esemplifica l’intenzione di una partecipazione attiva nel mondo dell’arte con progetti di ricerca.
Avvalendosi di collaborazioni con importanti gallerie d’arte contemporanea americane ed europee, Brand New Gallery commissiona a ciascun artista progetti site-specific; oltre a selezionare gli artisti, costruisce con loro una relazione di reciproca collaborazione offrendo il necessario supporto per lo sviluppo della loro carriera artistica.
Cinque/sei mostre per anno oltre a lectures e incontri dedicati all’arte contemporanea, per ogni mostra una pubblicazione con immagini, testi, interviste, in una collana inaugurata con la prima mostra nel Novembre 2010.

Bellissimo spazio, bella arte, bel lavoro per promuoverla e sostenerla. Una galleria veramente contemporanea, come l’arte che propone. Da visitare.
A breve (dal 12 Gennaio): Anthony James, Consciousness And Portraits Of Sacrifice, e la collettiva Into the Surface.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria.

Aldo Tagliaferro, “L’immagine trovata”, MAGA Gallarate, fino al 29/01/12

Aldo Tagliaferro, "IO RITRATTO n.5", 1977
Il passaggio da una particolare attenzione all’obiettività del mezzo fotografico e alla spersonalizzazione del ruolo dell’artista, a uno sguardo sul coinvolgimento critico del pubblico avviene proprio nel 1970, quando Tagliaferro inizia a concentrarsi sulle reazioni e sui comportamenti del pubblico, definendo una nuova funzione dell’arte e spostando l’analisi proprio su quei meccanismi linguistici che attivano l’esperienza e la riflessione personale.
Il mezzo, la macchina fotografica, e il metodo, quasi scientifico dell’analisi e della verifica, vengono utilizzati per indagare temi universali, ma per questo vissuti da ciascuno in modo del tutto soggettivo, quali la morte, il tempo, la memoria, l’io…
Tagliaferro attua un rovesciamento che porta ognuno di noi a essere provocato dall’immagine e quindi ad avere verso di essa un pensiero critico, facendo diventare noi i veri protagonisti della mostra.

Aldo Tagliaferro. L’immagine trovata (opere 1970-2000)
Fino al 29/01/2012, Museo MAGA, Gallarate.
Cliccate sull’immagine dell’opera per visitare il sito del MAGA e avere ogni utile informazione sulla mostra.